Filippo Mundula: un Oste 2 .0

Ilaria Fioranti Enoteche, Locali, Osterie, Ristoranti Lascia un commentoA-   A=   A+

 

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L’osteria, per come la vivo io, è un mondo a parte, dove poter entrare per una vera pausa. Se come me avete l’idea romantica dell’oste che sa consigliarvi sul bere e indovina i vostri gusti abbinando il giusto “stuzzichino”, se quando mangiate amate poter scegliere un calice di vino per ciascun piatto, potrete capire la mia gioia nello scoprire l’Oyster. L’ambiente ricorda un bistrot, con riferimenti e scelte stilistiche raffinate e insieme easy style. L’Oste (il maiuscolo è d’obbligo!) Filippo Mundula usa la sua competenza di sommelier e di chef per regalarvi un’esperienza appagante. Una carta dei vini al bicchiere che commuove per il numero di etichette inserite e la varietà dell’offerta vi forniranno il primo spunto, ma Filippo potrà consigliarvi su altri vini presenti all’Oyster, da lui vagliati dopo un’attenta selezione, che l’ha portato a visitare la quasi totalità delle cantine rappresentate in osteria.

 

La sua passione nel descrivere ciascun vino, unita alla sapienza in cucina vi faranno dimenticare certi aperitivi standardizzati con bicchieri riempiti di ghiaccio e liquidi colorati. Niente chips e noccioline! Oltre ai classici crudi di mare e di terra potrete trovare piatti sfiziosi che affondano le radici nella tradizione italiana, rivisitata in chiave moderna, ma tassativamente non fusion. La cucina però non è il cardine dell’Oyster. La cantina resta la protagonista, con la sua ampia e ragionata scelta. I piatti sono solo un degno accompagnamento. Si può entrare per un aperitivo veloce e poi, travolti dal gusto, finire per pranzare o cenare a forza di piatti stuzzicanti presenti nel menù del giorno, oppure si può decidere di continuare la passeggiata nel centro di Cagliari e tornare magari per un dopo pranzo o un dopo cena.

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Per gli amanti della cucina tradizionale il passaggio al Ristorante Italia, del cui locale l’Oyster fa parte, è rapido e assai pratico, poichè basta salire una scala. Non commettete però l’errore di accomunare le due parti! Mentre in osteria il menù è studiato per esaltare i vini, al ristorante sono i piatti ad essere al centro e la scelta dei vini comprende una maggioranza di etichette italiane e sarde in particolare. Ciò non esclude che in alcuni casi, come per l’evento Uva a tutta birra svoltosi recentemente, in cui sono state presentate alcune birre Barley, che hanno un loro spazio in osteria, alcuni piatti del ristorante possano venire serviti in abbinamento a qualche vino (o in questo caso a qualche birra, come è avvenuto con il salmone marinato e la BB Boom).

Fatasaggina_intervista Filippo Mundula jpgRaccolta e con piccoli tavolini l’osteria, che si sviluppa attorno alle bottiglie esposte in bella mostra, più ampio, con sale accoglienti, in cui tavoli di varie dimensioni (tra cui alcuni uniti a formare ampie tavolate) sono apparecchiati con un gusto raffinato mai eccessivo, richiami alla tradizione contadina e marinara negli arredi il ristorante.

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La decisione di creare uno spazio ben definito e differente rispetto al Ristorante Italia, l’Oyster appunto, nasce dall’esperienza di Filippo, maturata lontano da casa, che gli ha fatto sentire viva l’esigenza di creare uno spazio in cui poter offrire ai clienti, oltre all’esposizione di bottiglie acquistabili, la possibilità di bere anche solo un aperitivo “spizzicando” qualcosa, a partire dalle ostriche, come nelle huîtreries d’oltralpe, in un ambiente più informale, senza sentirsi in soggezione nell’ordinare anche un solo piatto, come a volte accade ad alcuni di noi entrando in un ristorante. Il rapporto qualità prezzo rende fruibile a molti una proposta di altissimo livello. Filippo svolge al meglio il suo ruolo di divulgatore appassionato dei vini che ha assaggiato personalmente e la cui storia si è fatto narrare da chi li ha prodotti, dando l’opportunità a chi si affida alla sua competenza di apprendere gustando. Nell’era dei social e della tecnologia capita persino che gli affezionati avventori, nelle occasioni in cui non trovano Filippo a Cagliari, gli chiedano consigli, una volta giunti all’Oyster, su cosa bere e che cosa abbinare come piatti, via facebook o WhatsApp, facendo di lui un vero e proprio Oste 2.0.

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Che la passione per il bere e il mangiare di qualità sia sempre viva in osti entusiasti come Filippo è l’augurio che faccio a lui e anche a chi, come me, ancora sente la necessità di luoghi come l’Oyster in cui la tradizione enogastronomica coinvolge i sensi e l’anima.

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Sono un soprano, vocal coach, laureata in storia della musica, presidente dell'associazione "All'Opera!" La mia passione per la musica e per le altre culture mi ha spinto a vivere per un periodo a Shanghai, dove ho frequentato un master post lauream in canto tradizionale cinese e con l'occasione ho potuto anche conoscere nuovi cibi e perfezionare alcune tecniche di preparazione.
Sono appassionata di cucina naturale, in particolare ho approfondito la cucina macrobiotica e vegana per adulti e bambini. Amo creare nuovi piatti basati sullo studio delle proprietà degli alimenti e il loro aspetto. Ho una predilezione per il comfort food, il vegan food, per la cucina vegetariana, etnica, italiana e cinese.

Ho iniziato a cucinare dolci da bimba sotto la guida di mia bisnonna, che è stata anche la prima ad insegnarmi a riconoscere e ad usare alcune piante curative e ad incoraggiarmi nella mia passione per il cibo.
Con gli anni ho approfondito sempre più questi argomenti, fino a decidere di creare un sito extra, con annesso un blog.

Mi piace scrivere e il mio blog rapresenta per me la possibilità di esprimermi su più argomenti a me cari. Ad esempio mi piace andare a scovare eccellenze nel territorio in cui vivo, scoprendo storie molto gustose.

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