Monte Porzio Catone, patrimonio agricolo e culturale

Rosanna Ferraro Dop e Igp, Territorio, Vino Lascia un commentoA-   A=   A+

Uno dei comuni dei Castelli Romani interessato dalla produzione dei vini a D.O. Frascati (Frascati Doc, Frascati Superiore Docg, Cannellino di Frascati Docg) è quello di Monte Porzio Catone che va ad affiancare il comune di Frascati, quello di Grottaferrata, il VII Municipio di Roma e una parte del comune di Montecompatri, nelle limitazioni dell’areale regolate dai relativi disciplinari.

Il tessuto agricolo e culturale di Monte Porzio Catone ha conquistato anche Mario Masini, di origini frascatane e patron dell’azienda agricola Valle Vermiglia, che qui sul monte Tuscolo decise di cercare vigna per proseguire la tradizione vitivinicola familiare.

Siamo in un contesto che nei secoli ha suggestionato grandissimi personaggi della storia di Roma e della Chiesa, così come poeti, scrittori, pittori e artisti, grazie ad una posizione panoramica invidiabile -in media a circa 450 metri slm- che offre scorci imperdibili sulla campagna romana, silenzio e aria salubre.

Monte Porzio Catone è oggi un piccolo comune di circa 9.000 abitanti, molti dei quali coinvolti  direttamente o indirettamente, in quella produzione vitivinicola che sul territorio era stata continuata dalla Congregazione degli Eremiti Camaldolesi che tuttora occupano proprio  l’Eremo Tuscolano, attorno cui giacciono le vigne che danno il frutto per il Frascati Superiore Eremo Tuscolano di Mario Masini.

Il nome di Monte Porzio Catone deriva dalla “Gens Portia” che dette i natali a Marco Porcio Catone (234 – 149 a.C.), che da molti è considerato il primo agronomo della storia, perché suo è il De agri cultura, il primo vero e proprio trattato sulle pratiche agronomiche che si conosca.

Monte Porzio Catone ha raccolto nei secoli un cospicuo patrimonio culturale, testimoniato pr chi volesse visitarla, dagli scavi archeologici di Tusculum, dall’Osservatorio Astronomico, dalle splendide Ville Tuscolane, spesso teatro di avvenimenti storici importanti; ricordiamo Villa Parisi, abitata a lungo da Paolina Bonaparte, Villa Vecchia, oggi trasformata in albergo, o Villa Mondragone (un tempo degli Altemps e dei Boncompagni) nella quale fu promulgata la bolla papale di papa Gregorio sulla riforma del calendario ancora oggi in uso.

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