Top autori

Ogni trimestre con ENORME PIACERE intervistiamo chi, tra gli autori, non solo si è distinto ma accetta anche di rispondere (a suo rischio e pericolo) alle nostre 14 strampalate domande!

 

Top autore 4° Trimestre 2018: Paola Uberti

Chi è Paola Uberti?
Domanda interessante: posta in modo da permettermi di guardarmi da un punto di vista esterno, come dovessi raccontare di un’altra persona.
Paola crede profondamente nel mettere emozione in ogni progetto, per poter comunicare in modo efficace e trasparente chi è e dove e a chi vuole arrivare con il suo lavoro. Si occupa di diffondere cultura enogastronomica di qualità e di dare visibilità alle aziende del settore cibo e bevande, ai loro prodotti e ai legami di questi con i territori.
Paola ha fondato il suo blog di cucina SLELLY – The Dark Side of Kitchen nel 2011. Alle prese con le conseguenze della crisi economica, ha deciso di mettere a frutto le esperienze e le collaborazioni maturate con il blog, inventandosi un nuovo lavoro nel 2016: il sito LIBRICETTE.eu.
LIBRICETTE.eu è la prima libreria online dedicata agli eBook di cucina e si rivolge al pubblico appassionato di cibo, bevande e cucina di qualità creando contenuti (primi tra tutti gli eBook che uniscono cultura e ricette di cucina) e alle aziende del settore creando servizi di visibilità.
L’ultimo progetto di Paola è SLELLYBOOKS.com, un sito attraverso il quale vende eBook di cucina in lingua inglese.
Il suo mantra è “La cucina è mente, corpo e anima”. Il suo credo è mettere passione in tutto ciò che fa.

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
Il mio segno zodiacale, lo Scorpione.
Mi ritrovo in molte caratteristiche riconosciute a questo segno, possessività a parte. Amo troppo la mia libertà per negare agli altri di godere della propria.
Quanto al pungiglione, solo quando è strettamente necessario :)
Meglio un abbraccio, soprattutto se inatteso.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Lascerei tutto così come è: la mia casa parla di me e il vostro modo di approcciarla e muovervi dentro essa parla di voi. Poche cose sono interessanti quanto conoscere le persone attraverso i loro gesti.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Da buona piemontese le anciove (acciughe N.d.A.).
Molte verdure: ieri è scattato il Bagna Caoda Day, vedi i succitati pesciolini.
Yogurt per l’espiazione dei peccati enogastronomici del fine settimana.
Alcuni prodotti molisani ricevuti da una carissima amica.

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Con la certezza di poter tornare all’epoca in cui vivo, non ho preclusioni. Sono curiosa e non del tutto certa che la storia sia esattamente come l’abbiamo scritta.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Riconosciuto 90%, premiato 20%. Da stabilire quale sia la mia responsabilità relativamente al 20% indicato: sempre mettersi in discussione.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Spaghettata – Carne – Si può optare per un rosso fermo e corposo?

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
Cito testualmente: “…tieni conto che siamo praticamente due deficienti […]”. Io no, quindi mica ve la racconto! 😀

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Istintivamente saltare dalla finestra. Con il tempo però ho imparato che a volte i compromessi sono necessari. Dico questo per due ragioni che originano da potenziali situazioni molto differenti tra loro:

  1. Potrebbe esserci in ballo il bene di una persona che in quel momento è più urgente del mio.
  2. La saggezza vernacolare insegna a sedersi sul letto del fiume…

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Meglio essere a posto con la propria coscienza sapendo di aver dato il meglio e di averlo fatto in buona fede, sempre con spirito critico (che è diverso dallo spirito auto distruttivo o dall’auto commiserazione).

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
Libri: sano stimolare la mente creando immagini e suoni.

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
È una risorsa meravigliosa. Uno strumento nelle nostre mani che possiamo scegliere di usare in modo costruttivo e formativo con spirito critico e desiderio di verifiche e approfondimenti, oppure in modo distruttivo, passivo e annichilente per noi e per i destinatari del nostro agire.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Siete alla ricerca di una coccola o volete rendermi parte di un attacco di pessimismo cosmico?
Seriamente, collegandomi alla domanda precedente, voi avete creato una RISORSA. Un canale di comunicazione, uno strumento, un’occasione e lo avete fatto per amor di comunicazione.
L’Invitato Speciale mi sta aiutando moltissimo nel mio lavoro: altro che perdita di tempo.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
Naturalmente.
Voi piuttosto, avete letto bene alcune frasi sopra?
Le riporto per utilità:

  1. “Il mio segno zodiacale, lo Scorpione.”
  2. “La saggezza vernacolare insegna a sedersi sul letto del fiume…”

A buon intenditor…

Grazie di cuore per avermi proposto questa intervista e, in tutta serietà, grazie per aver creato l’Invitato Speciale: avanti tutta!

 

Top autore 3° Trimestre 2017: Sonia Delmastro

Chi è Sonia Delmastro?
Sonia è una bambina ormai cresciuta con l’amore, la passione e il talento per la cucina. Tradizionalista ma anche moderna mi definiscono la Kill Bill dei social network. Testarda, caparbia, pignola fanno di me la persona che sono oggi senza dimenticare quel tocco di bontà e umiltà che fanno di ogni cuoco l’unicità che ci rappresenta.

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
In realtà sono due, almeno. Il leone, mio segno zodiacale ma anche mio animale rappresentativo. Mi ci riconosco in entrambe i ruoli. L’altra immagine è me stessa. Io mi rappresento, io mi piaccio così perché se ho tutto questo lo devo a me stessa. E dire che sono solo all’inizio. Bisogna volersi bene e capire che è importante, più di tutto, far conoscere alla gente il proprio nome associato alla propria immagine.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Innanzitutto non vi reputo due deficienti perché se no non avreste creato questo giornale. Non nasconderei nulla e tantomeno metterei in bella mostra qualcosa. Nella vita bisogna sempre essere se stessi e farsi voler bene per quello che siamo.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Acqua, coca cola, burro perché non è vero che fa male, uova, finocchi, pomodori, peperoni, insalata, uva bianca, formaggio e poi non ricordo…

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Penso ci siano parecchie epoche storiche abbastanza marce da non ritornare con una macchina del futuro… In qualunque modo dovevi morire o di malattia o di guerre. Le donne viste come ceto molto inferiore. Se proprio devo dirne una, penso, la preistoria per una questione di cibo oppure l’epoca romana, popolo sporco e porco.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Poco, sono sempre stata ostacolata. Forse solo ora pare si stia muovendo qualcosa. Grazie a questo periodo direi un 60% ma non mi monto la testa. Ho i piedi ben saldi a terra.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Pizza, pesce e niente vino. Sono astemia. Se proprio dovessi scegliere direi champagne, aristocratico, di punta.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
Solo una? Siete magnanimi. Penso quella di non essermi imputata abbastanza per frequentare la scuola alberghiero anche se mi sto riscattando ora. Ne volete un altra? Quella di aver sempre messo al primo posto la felicità, spesso non meritata, di alcune persone passate nella mia vita e di aver trascurato me stessa per troppo tempo.

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Mangiare la minestra è monotono. Salto la finestra, chissà cosa mi attende al di là, potrei essere fortunata no?

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Penso di vivere già di successo di critica per motivi personali (degli altri). La gelosia fa anche questo ed essere donna in mezzo a una mandria maschilista fa un po’ scoop. Ma vivo anche di pubblico, dei miei fans che adoro. Poi, basta che se ne parli no?

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
Sicuramente libri. Indelebili nel tempo, ottimi compagni e insegnanti.

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
Io con la rete ci lavoro, se usata con cervello è un buon canale ma è anche pericoloso. Devi avere mille occhi ed essere pronto a tutto.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Grazie all’invitato speciale posso essere me stessa anche negli articoli che pubblico. Posso recensire ogni ristorante che merita, in bene o in male. Mi è sempre piaciuto scrivere, un tempo è stata anche un enorme esigenza e ora, grazie a voi, sono qui.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
Contro? Magari a mio favore ma contro no. La sincerità paga bene??

 

Top autore 2° Trimestre 2017: Angela Merolla

Chi è Angela Merolla?
Angela Merolla è una persona che ha messo insieme due sue passioni, la scrittura e il mondo dell’enogastronomia.

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
Una foto da ragazza che mi ritrae sedicenne e febbricitante, ma caparbiamente in gita scolastica. Perché in ogni mia scelta di vita ho avuto la stessa, identica indole.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Sicuramente cercherei di farla trovare più ordinata del solito, ma non nasconderei nulla, ogni cosa parla della mia vita, dei mie miei affetti, ci trovereste quello che a me piace.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Non è fornitissimo, considerando che spesso mangio fuori, ma c’è frutta e verdura di stagione, formaggi e una bottiglia di bollicine, che non si sa mai…..

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Ogni epoca passata ha il suo fascino ed è caratterizzata da avvenimenti interessanti, ma non preferirei tornare al periodo delle incursioni barbariche, proprio per la ferocia che le contraddistingue e la conseguente devastazione.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Ma non saprei, non sono la persona che tira le somme sul suo percorso di vita. Mi reputo fortunata per quanto ho.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Spaghettata-Pesce-Champagne.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
Da buona napoletana avrei dovuto giocare tre numeri al lotto, non giocati e risultati poi vincenti.

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Se la finestra è bassa …. si può fare.

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Meglio un sano successo di critica.

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
I libri, unica chance di vivere altre vite.

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
Non apprezzo quando se ne fa un uso banale, ma ritengo sia utilissima per una corretta divulgazione di qualsivoglia messaggio d’informazione.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Evidentemente no.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
A si?…..

 

Top autore 1° Trimestre 2017: Ilaria Fioranti

Chi è Ilaria Fioranti?
Ilaria Fioranti è un donna innamorata della vita, quindi ama la buona musica e il buon cibo. Il soprano va a braccetto con la massaia. Uso questo termine un po’ demodè perché nell’immaginario collettivo e mio trovo renda bene l’idea della cura nella preparazione del cibo per la famiglia e l’attenzione alla scelta delle materie prime. La brava massaia sa fare economia e sa gestire al meglio le risorse. Ottimo problem solving da far invidia a qualunque Manager! Trovo che il contatto con la natura sia fondamentale per non perdersi in realtà troppo virtuali e nulla come il cibo ci riporta con i piedi ben radicati a terra. Per chi si occupa di musica un po’ di grounding non fa affatto male, anzi!

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
Ci sono più immagini di me che mi piacciono e mi rappresentano, perché ognuno di noi ha più sfacettature. Ti faccio qualche esempio con delle fotografie. Mi piace una fotografia in cui sono ritratta mentre tengo fra le braccia la mia bimba nata da pochi giorni, perché si può sentire l’amore che mi lega a lei. Mi piace una fotografia che mi riprende mentre vengo truccata prima di una performance canora in Cina perché si legge nel mio sguardo la soddisfazione e la gioia di essere lì. Mi piace una fotografia che ho scattato io stessa ai primi baozi che ho fatto appena tornata dalla Cina, perché sono fiera di essere riuscita a farli buoni come quelli che mangiavo lì, punta dell’iceberg delle delizie gustate. Infine mi piace una fotografia in cui siamo ripresi con l’autoscatto mio marito, mia figlia ed io mentre l’aiutiamo a soffiare la sua prima candelina, che è posta su una torta assai particolare: una polenta circondata da favette fresche, perché ad un anno la nostra piccola non sapeva ancora che cosa fossero lo zucchero e la panna, segno di un’attenzione nel lasciar crescere per gradi e con consapevolezza il dono più grande che la vita ci ha dato: la nostra amata biondina.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Probabilmente metterei in bella mostra un dolce appena sfornato e terrei nella dispensa il più a lungo possibile una buona bottiglia di whisky, che però poi tirerei comunque fuori per offrirla a fine pasto.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Tantissime verdure, uno dei miei polli pronto per essere cucinato stasera, formaggi di capra e pecora, kefir di latte di capra, un pezzetto di alga avanzato dall’ultima cottura di legumi, tofu, acqua effervescente naturale, kefir di acqua, un paio di bottiglie di birra Barley.

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Essendo donna ogni epoca ha delle difficoltà oggettive e dei pericoli, quindi è difficile dare una risposta precisa. Forse, senza spaziare troppo nel passato, credo non vorrei tornare all’epoca della schiavitù, ammesso che sia finita davvero.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Dipende dalle circostanze. A volte -50% a volte 1000%. Non so rispondere esaustivamente!

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Che scelte difficili! Credo tutte e sei senza esclusione.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
Rispondere a queste domande, ovviamente!

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Adoro le minestre… non è la domanda giusta temo!

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Beh… quando canto l’applauso del pubblico ripaga sempre. Quando cucino la soddisfazione dei commensali ripaga di ogni cosa. Quando scrivo delle recensioni/interviste vedere che piace come racconto le vite altrui mi rasserena.

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
Libri sempre e comunque.

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
Apprezzo la libertà di potersi esprimere e temo la libertà concessa agli idioti.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Siete diabolici nel porre questa domanda o avete esagerato col vino? Non credo sia una perdita di tempo perché avere a che fare con voi è piacevole e poter pubblicare qualcosa che trovo interessante da far sapere, avendo a disposizione uno strumento che mi permette di raggiungere un sacco di persone, non è così banale e scontato.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
Purtroppo sì.

 

Top autore 4° Trimestre 2016: Giuseppe Di Marco

Chi è Giuseppe Di Marco?
Bella domanda….nella sua seconda vita è un appassionato di enogastronomia e di tutto ciò che gira in torno al vino e alla cucina. Degustatore di Olio iscritto all’albo nazionale dei degustatori, membro del panel della regione Sicilia per il rilascio della certificazione IGP Sicilia presso l’IRVOS (Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia). Degustatore di Grappe e relatore dell’ANAG; delegato ANAG della sezione Alcamo –Castellammare del Golfo. Degustatore di vini ONAV e membro commissioni di degustazione per il rilascio delle certificazioni DOP e IGP Sicilia presso Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia. Inoltre è vicepresidente regionale dell’Aps “La Compagnia del Cibo Sincero di Sicilia” ed è pure agronomo.

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
“Il Sagittario”…. m’identifico in tutto …. anche se i segni zodiacali non mi affascinano (risposta frivola.)
Le foto con Chiara (mia figlia) si sta affacciando al mondo del lavoro con caparbietà… (mi ci riconosco…e questo mi piace)

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Non riuscirei a nascondere nulla perché non ho nulla da nascondere. Vi metterei in mostra la  mia biblioteca con i libri di storia e romanzi della mia terra. Uno sguardo ve lo farei pure dare ai pochi ma buoni libri di vino e di cucina siciliana.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Nel frigo ci sono frutta e verdure di stagione, prodotti di nota provenienza (per me …), possiamo dire a km 0 comprese le carni. Una domanda vi sorgerebbe spontanea …. Assenti i prodotti biologici?…. e io risponderei: pochi ed anche questi di nota provenienza.….  sul biologico preferisco stendere un velo… anzi un lenzuolo pietoso (sono irriverente?)

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Escluderei i periodi delle due guerre troppa sofferenza… in tutti i sensi….  mi sono bastati i racconti dei miei familiari! Avrei però preferito un’altra domanda…..  dove e in che epoca andresti?  Farei volentieri un viaggio in pieno periodo di dominazione araba in Sicilia intorno all’anno 831.  La città di Palermo diventa la città di riferimento di quel periodo storico.  Quegli Arabi fecero riconquistare all’isola un posto di rilievo nel Mediterraneo portarono innovazione in tutti i settori culturali e soprattutto commerciali… anche in agricoltura.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Oggi non saprei rispondere se mi è consentito farei il calcolo fra qualche anno ….questa mia seconda vita è cominciata da circa due anni mi sento…. un tecnico.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Con la consapevolezza di essere un appassionato …… preferirei degustare tutto…. (battuta: se volete anche mezze porzioni).  Per quanto concerne Prosecco o Champagne?….preferisco un buon metodo classico Siciliano…meglio se dell’Etna.
Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua? ….Essere stato “un troppo buono” ed avere ripreso a studiare molto tardi…..per il resto preferisco non ricordare altro.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
….Essere stato “un troppo buono” ed avere ripreso a studiare molto tardi…..per il resto preferisco non ricordare altro.

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Saltare la finestra…

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Ritengo che per quello che ho iniziato a fare (per Hobby) …. sia meglio un successo di critica ….Il successo di pubblico lo riserverei solo agli opinion leader ….e c’è ne sono già abbastanza.

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
Il Cinema mi coinvolge di più …. anche se non rinuncerei ai libri e alla musica. Mi affascina molto un film “Nuovo Cinema Paradiso” di Peppuccio Tornatore…. per raggiungere i propri obiettivi …. non bisogna mai fermarsi a guardare indietro (ci vuole anche una buona dose di fortuna).

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
Apprezzo la velocità con cui ci raggiungono le notizie…”perché siamo veramente raggiunti”. Non apprezzo la poca serietà di molti nel mettere in rete notizie non veritiere.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Non penso proprio. L’Inviato Speciale è un contenitore di amici che mettono a disposizione le proprie esperienze, le proprie competenze, le proprie conoscenze…..un contenitore a disposizione di tutti….e che puo’ suscitare interessi a 360 gradi …. non credete?

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
Mi sono contenuto nei limiti ….. Amen

 


Top autore 3° Trimestre 2016: Angelo Giovannini

Chi è Angelo Giovannini?
“Ah saperlo !  Un cinquasettenne soddisfatto di quello che fin qui ha messo nello zaino della vita che vede con piacere il tempo che passa perché vuol vedere suo figlio diventare uomo. Giornalista ? Si. Esperto in marketing del territorio ? Dal 2000 anche.  Esperto di enogastronomia ? Da sempre ‘appassionato’, ma dal 2001 in poi, grazie all’attività professionale, sempre più esperto, ma mai abbastanza. Se vogliamo buttarla sull’esistenziale potrei dire poeta da giovane, animatore, coordinatore, organizzatore da adulto e, forse, chissà.. saggio da vecchio ? Lo vedremo quando sarà il momento”.

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
“Più che un’immagine, da grande appassionato cinefilo (qui davvero esperto… non dimentichiamo la laurea in Storia e critica del cinema) più che un’immagine direi un film: 8 e mezzo… perché lì, come nella vita, sogni, ricordi e presente si mescolano e diventano noi stessi, diventano quel che siamo. Se invece dovessi intitolare una autobiografia, forse userei un titolo del tipo “Da vincente a piazzato”, come dire ‘non ho vinto la medaglia d’oro ma sul podio ci sono arrivato’. Consolatorio? Non credo, per me è più gratificazione e motivo comunque d’orgoglio”.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
“Bhe.. in bella mostra trovereste quello che davvero c’è: una parte selezionata della mia considerevole cineteca, con i titoli che più rappresentano l’amore per il cinema e per le grandi emozioni che un film ti può dare, sia chiaro, mixando a dovere estetica e storia, tecnica e cuore. E coi film, i libri e i cd della vita. Poi alcuni quadri e le meravigliose opere dell’amico scultore Martino Barbieri, che mi manca tanto. E ancora la mia Olivetti Studio 42, che mi comprò mio padre quando ero ancora tredicenne, i due Toubà senegalesi, statue lignee che controllano la sala e che amo, gli spiritelli dei giardini in terracotta, portati da Bali. Cosa nasconderei ? Bella domanda… forse i tanti pacchi di carte, giornali, ritagli, ecc. che lascio un po’ dappertutto, sempre in attesa di guardarli e archiviarli”.

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
“Non mancano mai salumi, formaggi, frutta e verdura… mi sto sforzando, da un po’, di alimentarmi con maggiore rispetto per il mio corpo, dopo almeno quarant’anni che l’ho gratificato ma anche messo a dura prova. Comunque se quello che vuoi sapere è quali prodotti voglio sempre a portata di mano, premesso che l’elenco sarebbe lungo, posso dirtene almeno tre/quattro: parmigiano reggiano (va sempre e comunque bene), gli ingredienti per fare una pizza, che a casa mia è sempre straordinaria, come possono testimoniare centinaia di amici e parenti (dovete sapere che mia moglie è bravissima a farla e mia suocera è stata pizzaiola per quarant’anni), poi la ventricina vastese (quella rossa e arancione, da mangiare a fette spesse come una bistecca, magari una confezione di gorgonzola. Se non lavorassi e non avessi una vita sociale, in dispensa, vorrei sempre della cipolla fresca, Tropea se possibile, sennò anche fragranti cipollotti bianchi. E in cantina, o nel frigo delle bevande sempre qualche bottiglia di Lambrusco (Sorbara in purezza e Rosè) e, per il pesce, ho davvero sempre in casa la scorta di Gewurztraminer. Ah dimenticavo, una bottiglia di Cagnina, un originale vino rosso romagnolo, non manca mai”.

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
“Bhe sarà sicuramente banale, ma nel ventennio della dittatura e negli anni della guerra, anche se l’esperienza dei partigiani e della resistenza, oltre che dura, dev’essere stata in qualche modo speciale…  poi… la vita dev’essere stata dura anche nel medioevo, nei terribili anni dell’inquisizione… insomma in tutte le epoche dove la libertà era fortemente limitata. Troppo spesso oggi non ci rendiamo conto della differenza che c’è tra l’essere liberi di parlare, dicendo anche minchiate, di esprimersi, di avere opinioni e poterle dire a voce alta, e il non poterlo fare”.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
“Che domanda difficile! Anzi no, impegnativa… ma direi che ti ho già risposto prima con il concetto da vincente a piazzato… premesso che quanto collimino l’idea che uno ha delle proprie capacità e quelle che sono realmente non lo sappiamo… diciamo che mi ritengo soddisfatto. Son convinto che avrei potuto dare e fare di più, ma non mi posso lamentare, le mie soddisfazioni me le sono tolte, i miei successi li ho avuti e me li sono anche gustati. In biechi termini economici non ho certo monetizzato quanto chi negli anni d’oro ha trovato le scorciatoie e le condizioni più favorevoli per straguadagnare, ma, come dice sempre mia madre, ci saranno soldi che non ci saremo più noi, quindi chissenefrega, mi basta dare serenità e futuro a mio figlio Olmo”.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
“La prima risposta è Tortellini, zampone e Lambrusco, ma un per un fatto di campanilismo, proprio per gusto! Ma se proprio vuoi giocare al tris… pizza, carne e champagne, ovviamente separati tra loro, sennò è uno schifo da barbari. Comunque, come si dice, la prima risposta è quella che conta”.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
“Probabilmente più di una, ma forse non così grande come dici. Ma qui rischierei di diventare triste e non mi va. Le confessioni vengono più facili davanti un rosso da contemplazione, al tavolo di un’osteria”.

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
“Col lavoro che faccio, mangiare la minestra. O meglio, oggi, con famiglia e figlio da crescere, minestra forever. La finestra l’ho saltata, anche più d’una volta, ma quando ero solo e avevo meno responsabilità. Poi, pensandoci meglio, delle volte dipende da che minestra è e da quanto è alta la finestra”.

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
“All’inizio di carriera, quando scrivevo di cinema, teatro e televisione, facevo le recensioni di film e spettacoli, ma mi presentavo come un critico con la c minuscola. Non ho mai creduto che la funzione del critico sia quella di ‘far bella figura’ con gli altri addetti ai lavori, parlandosi addosso e facendo capire il meno possibile ai lettori normali, piuttosto ho sempre ritenuto di dover mettere in condizione chi leggeva i miei articoli di aver voglia o no di andare a vedere quel film o quello spettacolo. Credo quindi sia meglio il successo di pubblico, certo non sdoganando tutto ciò che il pubblico (soprattutto quello degli ultimi vent’anni) vuole. L’ideale sarebbe la qualità che però riesce ad emozionare e farsi apprezzare anche dal pubblico… insomma “Nuovo cinema paradiso”, non il cinepanettone e non la nouvelle vague francese o cose simili”.

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
“Cioè tre titoli o uno tra i tre generi ? Siccome non sei qui a rispondermi ti fornirò entrambe le risposte. Se vuoi che scelga tra i tre generi direi libri. Io non so come potrei vivere senza cinema e senza musica, ma so che i libri ti fanno sognare, ti aprono la mente, ti scuotono il cuore, come fanno anche il cinema e la musica è vero, ma mi sembra che il libro sia più ’tuo’, più con te, più complice. Se invece vuoi tre titoli… che impresa! Cominciamo dal facile, il film è “Otto e mezzo” come detto, la musica… forse alcune ballate di Vasco come “Siamo solo noi” “Vita spericolata” e “Va bene, va bene così”, il libro… be libri che mi hanno segnato sono stati “Confesso che ho vissuto’ di Pablo Neruda, ‘Ingannevole è il cuore’ ‘… Ma proprio quello che salverei tra tutti… ma come faccio a scegliere tra le poesie di Ungaretti e quelle di Neruda ? O tra “Il deserto dei tartari” e “Cent’anni di solitudine”? E “Todo modo” di Sciascia… dove lo mettiamo? O ancora uno qualsiasi dei romanzi di Loriano Macchiavelli? O le sceneggiature di Fellini, i monologhi di Bergonzoni, i racconti di Ugo Cornia… Ti dirò, alla fine, per amore delle radici e rispetto della mia storia, se proprio dovessi scegliere un solo libro da tenermi stretto sotto la giacca, vicino al cuore, ti direi “Zebio Cotal” di Guido Cavani”.

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
“Per chi come me scrive per mestiere, apprezzo che non devi contare le battute come si fa per i pezzi su carta o i secondi come si fa in radio e in tv…  poi parlando di rete, inteso come internet, ovviamente apprezzo la facilità e la velocità con la quale si possono trovare informazioni su tutto, facendo però attenzione agli svarioni possibili se non si valuta bene da dove la notizia viene presa. Se invece si parla di social non apprezzo (affatto!!) che tutti siano diventati esperti di tutto, che la competenza e l’esperienza non abbiano alcun valore, che l’arroganza dal mezzo viene amplificata e che non vedere negli occhi chi hai davanti rende più difficile comprenderlo e spinge allo scontro”.

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
“Se lo pensassi non lo farei. Invece, nei limiti del tempo disponibile e delle cose che ho da dire, lo faccio e lo faccio volentieri. Finchè poi tanti lettori continuano a scegliere i miei articoli e darmi il loro gradimento, oltre che la loro attenzione, ne sono anche gratificato. Spero proprio di poter continuare e che continuino a leggermi in tanti. Certo sarebbe logico e opportuno separare i comunicati aziendali dagli articoli più emozionali, ma so che ci state lavorando”.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
“Non avevo dubbi. Non vedo l’ora che lo facciate.”

 


Top autore 2° Trimestre 2016: Luca Natale

Chi è Luca Natale?
Una persona fiera delle proprie origini, della famiglia. Da bambino cercavo sulla cartina geografica il nome del mio paese, Biassa. Poi della città, a seguire, i porti che, mio babbo, navigante, “toccava”. Oggi ho la fortuna di trovare quasi dovunque il nome del mio paese e del territorio per cui ho la fortuna di lavorare. Il mondo passa da qui e il parco delle Cinque Terre è conosciuto dovunque… E l’aver potuto contribuire mi fa davvero piacere…

Un’immagine che ti piace e/o ti rappresenta, e perché!
Tante, sicuramente tante, non una. La prima, una bellissima foto del mio bimbo, piccolo piccolo, con la sua mano bianca appoggiata sulla pancia scura di una bimba sua amica, nera. I miei bimbi che passeggiano, vicini, sfiorandosi con le mani.  La scala di Monesteroli, una scalea con 1000 gradini che discendono verso il mare lungo il crinale dove credo ci siano le nostre origini . La maglia del Toro e la sciarpa dello Spezia.

Se dovessi invitarci a casa tua (tieni conto che siamo praticamente due deficienti), cosa nasconderesti e cosa metteresti in bella mostra?
Sai, la casa è sinonimo di accoglienza. Mi piacerebbe la vedeste com’è (anche i pantaloni rigorosamente sul divano, con Silvia, la mia compagna, incazzata nera). In bella mostra, sicuramente il terrazzo da cui si gode il panorama sulla vallata, si sentono i profumi della campagna, in lontananza il mare, i silenzi e i rumori della notte e dove ci si ritrova, con gli amici, a fare una grigliata. 

Mentre scrivi cosa c’è nel tuo frigorifero?
Il frigo non è mai un deserto… In questo periodo frutta e verdura non mancano, qualche birra e un po’ di carne. Una punta di  Parmigiano di montagna. Il vero problema sono le cazzate che tengo in dispensa… Devo riempire e alimentare i miei 110 chili…

Potendo viaggiare nel passato, dove e in che epoca NON andresti, e perché?
Me lo sono chiesto più volte… Non lo so, non riesco a dare una risposta precisa. Sai, ricordi i morti nei campi di concentramento e dimentichi le donne e i bambini, in fondo al mare nel canale di Sicilia. Dove andrei, ecco, dove andrei.  Meglio. Giusto oggi mi chiedevo, con mio fratello e mia sorella, come potessero essere i nostri avi. Ecco, mi piacerebbe fare un salto indietro e provare a vedere il nostro territorio qualche centinaio di anni fa. Vedere il territorio delle Cinque Terre e di Tramonti terrazzato. Un territorio povero, forse. Passare il tempo con i nonni e i bisnonni. Per poi ritornare qui, con PC, IPad, la tecnologia e l’innovazione. Non necessariamente indispensabile, ma decisamente strumenti molto utili che, credo, i nostri nonni userebbero ( o avrebbero usato…). Indispensabili per chi svolge il nostro lavoro.

Da 1 al 100% quanto la vita ha premiato-riconosciuto le tue capacità?
Guarda, credo che alla fine sia un po’ come il campionato di calcio… Alla fine, quasi sempre, torti e favori, vanno ad equilibrarsi. Quasi sempre, perché alcuni episodi, qualche volta possono far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. E poi spesso le capacità riconosciute sono quelle riconosciute da altri. Ma le soddisfazioni più belle sono quelle più intime. Una splendida famiglia allargata, la mia, integrata, all’inizio non senza difficoltà, diversa dalle famiglie tradizionali dei genitori. Genitori, figli, amici, fratelli, nonni. Spesso, quando le parole diventano suggestioni, i rapporti crescono e si formano. Capacità lavorativa… In gruppo, si vince. Con un gruppo non coeso, con individualità che non si integrano, difficilmente si vince e difficilmente emergono anche le belle personalità e le interessanti iniziative.

La tris: Pizza o spaghettata? Carne o pesce? Prosecco o Champagne?
Belin, chiedere a chi è sopra i cento chili cosa preferisce…. Ci provo, però. Mangio spesso ottimo pesce e quindi preferisco la bistecca e i ravioli di Biassa,  pizza (notorio che con gli spaghetti si sporcano le camicie) e prosecco. Anche se devo dire che alle bollicine preferisco un passito deciso, lo Sciacchetra, il vino Rinforzato, il nostro vino.

Ognuno di noi ha fatto almeno una grande cazzata nella propria vita… la tua?
Grosse cazzate non credo averne fatte. Ci sono episodi che hanno, in qualche modo, segnato la mia vita. Ma non sono neanche troppo incazzato con chi mi ha fatto male. Certamente, non dimentico… Rifarei tutto. O quasi. Qualche sassolino dalle scarpe lo toglierò, prima o poi. 

Mangiare la minestra o saltare la finestra?
Qualche volta, saltare la minestra…. 

Dovendo scegliere, meglio un successo di pubblico o di critica?
Credo che, alla fine, le due cose vadano a coincidere. Per chi è abituato a lavorare spesso dietro alle quinte, per chi è abituato a fare assist e non a battere i rigori, il successo di critica è logica risultante.

In un futuro dispotico immagina di dover scegliere tra: libri, cinema, musica.
Libri, poi musica e in ultimo, cinema. Un mio grande difetto è quello di non riuscire ad appassionarmi al cinema. Ogni tanto guardo film, anche con i miei bimbi (che tanto bimbi non sono) e la mia compagna, ma preferisco una bella partita di calcio…

Parliamo di Rete, cosa apprezzi e cosa no.
Sai, la rete è così. Va presa per quello che è. Senza, oggi,  tutto quello che facciamo non sarebbe possibile.  Ritorno a episodi familiari.  Mio babbo navigava, partiva da Gibilterra (e ci salutavamo,telefono via radio) e dopo una settimana, più o meno,ci risentivamo da New York. Oggi potresti rimanere collegato 24 ore al giorno… Vedi in tempo reale le rotte di tutte le navi che solcano i mari del mondo. Oggi metti un nome in rete e esce tutto, nel bene e nel male. Io credo nel bene anche se, in barba al diritto all oblio, salta fuori di tutto. Anche cose indesiderate. Ognuno di noi quando deve incontrare qualcuno si rivolge alla rete. Certo, l’agora’ digitale non deve sostituire l’agora’, la piazza, quella vera, del paese o della città. 

Non credi che pubblicare sull’Invitato Speciale sia una gran perdita di tempo?
Si, enorme… Scherzi a parte. Spesso gli articoli toccano i temi nostri, quelli “da parco” con un taglio non necessariamente tecnico. Mi piace scrivere, anche se scrivo meno di quanto vorrei. Scrivere vuol dire far conoscere ma anche conoscere e conoscersi.

Sai che tutto quello che hai scritto potrà essere usato “contro” di te?
Però sono stato “tranquillo”, dai. Poteva andare decisamente peggio. E vi ringrazio della possibilità che quotidianamente ci date. E e’ l occasione per salutare tutti. 

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