Baby kiwi, actinidia arguta Nargi.

Fabrizio Salce Frutta Lascia un commentoA-   A=   A+

Alcuni giorni fa sono tornato a Lagnasco, località piemontese (Provincia di Cuneo) situata a pochi chilometri da Saluzzo e importante polo internazionale per la frutta. Ci sono arrivato per incontrare Domenico Paschetta di Confcooperative Piemonte e presidente Ortofruit Italia al fine di conoscere meglio un baby kiwi, un mini kiwi: l’actinidia arguta. Si tratta di una pianta molto simile al classico kiwi che produce dei piccoli frutti a grappolo della dimensione di una noce e privi di peluria.
Paschetta mi ha parlato di un nuovo progetto, legato all’arguta, che arriva in un contesto storico in cui l’ortofrutticoltura sta attraversando un momento difficile, quindi c’è un forte desiderio di lanciare un segnale, un’opportunità, soprattutto per i giovani che vogliono rimanere nel settore agricolo.
In questi ultimi anni, nel comprensorio territoriale in questione, si è lavorato molto sulla gamma dei piccoli frutti e l’arguta può essere un elemento di ampliamento della gamma stessa per il territorio piemontese che da molto tempo si è ormai specializzato nella coltivazione del kiwi.
L’arguta è un frutto che ha nella bontà e nella dolcezza le sue più importanti prerogative, inoltre è pratico da consumare, lo si mangia direttamente con la buccia e vuole essere considerato anche come simpatico snack smorza fame o frutto da passeggio, non necessariamente da tavola.
Ideale per chi ha poco tempo per il pranzo, in ufficio, a scuola, ma anche come elemento di condivisione in famiglia: lo si mangia come un normale piccolo frutto sullo stile delle more o dei lamponi.
Come i kiwi è molto ricco di vitamine ed è totalmente glabro. La sua pelle è infatti sottilissima al punto che risulta essere motivo di attenzione in fase di coltivazione per il vento. Lo scuotere del vento potrebbe creare a tutti gli effetti delle piccole ammaccature al frutto una volta maturo.
Se ne trovano di differenti varietà, 3 sono quelle sposate dal progetto piemontese, una delle quali già in produzione, quella che ha le migliori prerogative di sviluppo culturale, le altre varietà sono attualmente in sperimentazione e presto saranno poste a dimora per cercare di capire gli eventuali sviluppi e prospettive.
Le tecniche di coltivazione sono simili a quelle del kiwi motivo per cui può rivelarsi un’opportunità per quei produttori che hanno dovuto togliere gli impianti gravemente colpiti dalla batteriosi. Dopo i test si è compreso che arguta non è immune alla batteriosi ma è molto resistente in quanto riesce a difendersi in modo naturale da questo batterio, quindi consente ai produttori di poter sfruttare gli impianti di kiwi utilizzati in precedenza minimizzando i costi di avviamento produttivo.
La produzione di sostanza, quella che avrà una valenza, è prevista per il 2016 mentre i primi ricavi per il 2018; si pensa di poter portare in produzione circa 100 ettari e di produrre 15 mila quintali di frutti, giusto per iniziare, calcolando che il mercato sarà comunque differente rispetto al kiwi.
Per trovare i primi scritti inerenti a questo frutto che chiamiamo “Nergi” bisogna tornare al passato di oltre 170 anni, mentre alcune piante, sempre in Piemonte, sono presenti da molto tempo a Pallanza sul Lago Maggiore. Originaria della Cina, la pianta si trova anche in Corea e Giappone, in Italia è arrivata attraverso la Francia da dove è giunta anche in Portogallo.
Un’alternativa dunque per quei produttori piemontesi che per via della batteriosi hanno perso centinaia di ettari di terreno a produzione del kiwi classico, su una terra particolarmente vocata alla produzione di frutta di alta qualità.
In questi giorni la notizia è stata divulgata da molti siti web e da varie riviste di settore, io ho seguito volentieri la presentazione del progetto, avvenuta all’interno del castello di Lagnasco, in parte restaurato in modo pregevole, alla presenza dei tecnici francesi del gruppo Sofruileg che fornisce le piante ai produttori.
A Lagnasco torno sempre volentieri da molti anni, ho seguito tante edizioni di “Fruttinfiore” la bellissima manifestazione gioiosa dedicata alla frutta e alla fioritura dei frutteti, e poi ho realizzato tanti servizi giornalistici sui vari prodotti: pesche, nettarine, mele, kiwi, piccoli frutti.
Buona frutta e buoni amici da queste parti.

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Sono un giornalista iscritto all'ordine italiano e svizzero nonché membro dell'International Federation of Journalists. Da oltre 20 anni mi occupo di cibo, agricoltura e ambiente. Ho lavorato tra l'altro per Mediaset, Rai World, Rai Expo, Stream News, Stream Verde.

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