Riflessioni con l’amico vino.

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un vino per amico

La nostra civiltà, sia in fatti di cronaca nazionale che nelle piccole realtà di paese, sembra contraddistinta da violenze latenti che scoppiano per futili motivi, tutti i notiziari quotidianamente narrano di episodi che a volte rasentano la follia, ma il tasso di irascibilità è in continuo aumento e tutto ciò pregiudica la ricerca della felicità: la tentazione dell’odio è uno degli ostacoli più grandi e la rabbia è la più odiosa e frenetica delle emozioni che può devastare psiche e fisico: chi odia non ragiona e quindi butta al vento l’unica cosa che ci differenzia dalle bestie!!
E’ vero che in tempi come quelli che viviamo qualcuno potrebbe obiettare che anche Gandhi perderebbe la pazienza ma, seppur siamo immersi nelle ingiustizie e nella violenza, la collera e l’odio dove ci portano?
Esiste l’indignazione che a volte può spingerci a fare delle azioni positive allora in quel caso è un sentimento che può essere costruttivo; troppo spesso però, la collera rimane sterile e fine a se stessa e porta al rancore represso e a un odio sordo che corrode l’organismo nuocendo più di ogni altra cosa allo sviluppo di sentimenti come altruismo o solidarietà.
Mettendo su una stadera i pro e i contro che derivano dal risentimento vedremo che gli effetti distruttivi ci sopraffanno, spersonalizzandoci e annientando la parte migliore di noi: l’odio, il rancore ci mandano in tilt: apparentemente crediamo di mostrare le unghie ma in realtà siamo in balia dell’altra persona.
In breve arrabbiandoci facciamo del male solo a noi stessi.
Forse neanche sfogare l’ira verbalmente e fisicamente non vale ad eliminarla anzi proprio l’esprimere ripetutamente tale passione innesca il sorgere di altra rabbia.
Ma allora cosa fare?
Porgere l’altra guancia diventando lo zimbello di chi è più prepotente e ignorante con il rischio di abituare gli altri a prevaricare sempre e comunque?
Come in tutte le cose è il buon senso che ci può trarre d’impaccio: né Fantozzi, né reazioni da trogloditi ma semplicemente una via di mezzo tale da salvaguardare salute e dignità!
In senso di morale cristiana, è necessario combattere la tentazione dell’odio solamente con pazienza e tolleranza.
Riflessioni di fine giornata, una delle tante, vissute al cospetto di un realtà che non è più quella di un tempo, che non abbraccia più i valori dei padri, che rende tutto più difficile e triste. Riflessioni alla finestra, guardando il sole che va a dormire: “when the sun goes down” cantava George Harrison. Pensieri e un calice di vino, caldo, corposo, aromatico, intenso e amico. Un vino che scende in gola sprigionando gli armoniosi equilibri del suo essere in un contesto storico culturale che equilibri non ha. Amico, perché conforta, scalda il cuore, è complice delle emozioni interiori. Amico perché il vino lo è, per natura, onesto e caro. Amico perché aiuta a comprendere, stimola la gioia e scava nelle ansie. Amico, semplicemente amico, come dovrebbero esserlo gli uomini, senza arroganza, cattiveria e solcata avidità. Si, solcata di un solco profondo che non serve al seme per dare vita ma all’ignoranza per dare grigiore: per dare odio. Solcata perché l’avidità porta al niente scuro e amaro, non con come il vino che è dolcezza di voglia di vivere.
Siate amici, alzate i calici e brindate alla vita.

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Passione per la terra e i suoi buoni frutti. Colori, sapori e profumi del buon gusto. Amore per la vita.

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