A San Rocco torna El “Magg”

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pianté magg

Tradizioni antiche che affondano le loro radici nel passato. Tradizioni tramandate da generazione in generazione, da padre in figlio. Tradizioni che rimangono nel tempo nonostante il tempo: senza perdere l’antico valore, significato e apprezzamento da parte di chi le porta avanti.
E così anche quest’anno si replica, per l’ennesima volta, anno dopo anno, rappresentazione dopo rappresentazione. Uno spettacolo che ritorna in scena senza mai annoiare, senza stancare pubblico ed interpreti, senza essere mai fuori luogo. Nonostante tutto. Quando sono le tradizioni, quelle vere, quelle intense ad essere interpretate la storia si ripete, in ogni suo gesto, in ogni sfumatura. La gente si ritrova, abbandona per qualche attimo la vita di tutti i giorni e si presta con passione e dovizia: ognuno il suo ruolo. Non importa che sia un pranzo o una cena, un gioco o una sfida, un rituale pagano o cristiano, se è una tradizione si fa e basta. Ed è giusto che sia così, è corretto, è sano, è rispettoso della storia di un popolo, è linfa per paesi e città: guai a non rispettarla.
Nel frazione di San Rocco nel comune di Montaldo Roero quando arriva il mese di maggio si porta il passato nel presente pensando al futuro. Si rinnova, chissà da quando, una tradizione propiziatoria per i raccolti: anche se in tasca c’è lo smartphone si pensa saggiamente alla terra, lo facevano i nonni, poi i padri e prima i nonni dei nonni. Lo si continua a fare.
Si pianta il Maggio e si dice: “Pianté Magg”. Al mattino di buon ora i volontari raggiungono gogliardicamente i boschi alla ricerca di quella che sarà la “Pess-ra” ovvero una pianta, un pino, alta il più possibile, bella dritta e affusolata. Ne verrà cercata una seconda sempre pino e sempre affusolata, ma più piccola che servirà per essere unita alla grande e fungere da punta.
Le piante verranno portate in piazza dove altri uomini le priveranno dei rami e procederanno all’unione: una sopra l’altra in modo da allungarne la lunghezza totale. Verrà lasciata solo la vegetazione della punta della piccola, come fosse un pennacchio. Gli verranno legati nastri colorati e un pupazzetto. E’ un lavoro che dura delle ore e non deve lasciare nulla al caso, le piante non si devono spezzare nel modo più assoluto. Motoseghe, asce, martelli, punzoni, chiodi, fasce. Terminate le operazioni di giuntura la lunga pianta, la “Pess-ra”, viene innalzata al cielo con l’orgoglio di chi ci ha lavorato. Trattori, funi, sudore: la pianta svetta al cielo. Può iniziare la festa!
Musiche, danze, cibi tipici e buon vino. Allegria e speranza che sia un buon anno agricolo per tutti. Anticamente la pianta, veniva issata come augurio di fertilità e simbolo del risveglio primaverile. La storia è lunga e variegata, ricca di leggenda e verità. Ma noi oggi da questo sito vogliamo limitarci a dare l’appuntamento per la manifestazione per la mattinata di domenica primo maggio nella piazza di San Rocco, per vedere la preparazione dalle piante, mentre per le 16.00 del pomeriggio è previsto l’innalzamento. Che porti bene davvero.
Gli amici della Pro Loco di Montaldo Roero segnalano anche per il 14 e 15 maggio il primo torneo intercomunale di calcio a 7 presso l’impianto sportivo della località Marenghi: “Torneo Marenghi Cup 2016” con tanto di grandiosa braciolata finale. Info presso il Centro Sportivo Oasi della borgata Marenghi di Montaldo Roero.
L’Invitato Speciale con piacere da voce all’iniziativa.

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Passione per la terra e i suoi buoni frutti. Colori, sapori e profumi del buon gusto. Amore per la vita.

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