logo Bicer_pin_home

IL NOTES A TAVOLA: BICER PIN A CASTELVETRO, MATERIE PRIME DI QUALITA’ ED ENTUSIASMO

Angelo Giovannini Chef, Città d'arte, Enoteche, Locali Lascia un commentoA-   A=   A+

logo Bicer_pin_home   palazzo con dama vivente 20160527_230646

Il nome, bellissimo e originale, è Bicer Pin, che in dialetto modenese vuole semplicemente dire ‘bicchiere pieno’, l’immagine (logo e grafica coordinata insegna, menu, sito, pagina facebook, ecc), altrettanto giusta, è raffinata e moderna, gradevole e subito memorizzabile. Si tratta di una nuovissima (inaugurata da due settimane) enoteca-bistrot in pieno centro del borgo di Castelvetro, patria del Lambrusco Grasparossa, ma non solo, luogo incantevole pieno si di specialità eno-gastronomiche, che la dispensa del locale presenta in grande evidenza subito all’ingresso, ma anche di suggestioni storiche, artistiche, culturali. Il Bicerpin, tanto per dire, è subito a ridosso (50 metri scarsi) della rinomata piazzetta dove si svolge la rinomata Dama vivente, rievocazione storica di grande fascino, interamente circondata da palazzi storici e torri e con terrazza panoramica sulla splendida vallata di rigogliosi vigneti e dolci colline.  Una vocazione enogastronomica, insomma, che splende in un luogo dal fascino particolare e dalla bellezza antica.

Castelvetro 13221185_1721018878168675_2167381757738979359_o

Sono tre giovanissimi ragazzi, Francesco, Sara e Laura, che avendo in comune la passione per il proprio territorio, dopo essersi conosciuti ad un corso Ifts per la valorizzazione delle tipicità enogastronomiche emiliano-romagnole, mossi da un entusiasmo sincero e convinti delle potenzialità di questo luogo e dei suoi prodotti, hanno creduto in questa avventura e si sono lanciati nella creazione e gestione del Bicer Pin; pochi tavoli interni ed altrettanti pochi in un accogliente cortile esterno, una attenzione al cliente che si percepisce da subito (che con l’esperienza non potrà che crescere e moltiplicarsi), un entusiasmo e una freschezza che si traduce in menu basati sulla scelta di materie prime, del territorio ma non solo, degne di essere segnalate. Menu più leggeri per il pranzo, cambiati settimanalmente, e menu ufficiali per la sera che seguono l’andamento stagionale e quindi variano ogni due/tre mesi, che cercano comunque e sempre un equilibrio tra tradizione e creatività del giovanissimo chef Francesco, che ha nel suo percorso professionale anche uno stage presso uno dei più qualificati ed importanti ristorante modenesi, L’erba del Re di Luca Marchini.

tre ragazzi 13198584_1716942098576353_8841711505754359613_o     flan fave brutta 20160527_205359

La loro dichiarazione d’intenti è chiara: “Ospitalità e tradizione, unite all’innovazione e alla qualità delle materie prime è ciò che vogliamo trasmettere a chi ci viene a trovare”. Ci stanno provando e ci stanno riuscendo, l’esperienza non possono comprarla da nessun fornitore e sicuramente strada facendo non potranno che crescere, ma la strada presa è quella giusta.

Così partiamo per questo viaggio alla scoperta del Bicer Pin; dopo un tagliere di salumi veramente dop, basti citare la Mortadella Favola riserva di Palmieri, accompagnati da un gnocco fritto ben curato, saporito e non troppo unto,passiamo ad un delicato Flan di baccelli con fave e salsa di parmigiano reggiano dop. Ci stuzziva ma rinunciamo all’uovo in camicia a bassa temperatura con crema di patate, asparagi e pancetta croccante proposto tra gli antipasti. Immancabili in menu quelli in brodo, optiamo per provare una sfiziosa variante, Tortellini in crema di Parmigiano Reggiano dop, che si rivelano gustosissimi, ma non devono essere niente male anche i Maccheroncini al torchio con ragù di cortile bio ‘Vecchio Pollaio’ o ancora le alternative Lasagnette di farro con zucchine, Caprino della ‘Selva Romanesca’ e menta.

tortellini oriz 20160527_210735Falcorubens 20160527_205232

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gnocco fritto 20160527_213610

Nella poderosa carta dei vini sono presenti una ottantina di proposte, giustamente una metà sono Lambruschi (o come avrebbe detto Veronelli, ci sono circa 40 lambrusco), fortunatamente non solo Grasparossa, (sarebbe stato un clamoroso autogol) ma anche Sorbara, Modena e Reggiano, rosati compresi. Conosciamo il genere e andiamo sul sicuro scegliendo un FalcoRubens, cioè il metodo ancestrale di Terraquilia, una piccola cantina che sta facendo meraviglie. E non ci sbagliamo, il gusto deciso e pieno di questo nettare scuro ben si sposa coi piatti che abbiamo scelto.

lombetto 20160527_213513

Tra i secondi proviamo un ottimo Lombetto di maiale a bassa temperatura con spinaci saltati e riduzione di Grasparossa, rinunciando ad una invitante Tagliata di Bianca modenese: proposta anche una Cotoletta alla bolognese, del resto siamo a pochi chilometri dal confine col capoluogo regionale. Per gusti e palati oggi molto di moda figura anche un piatto vegetariano compostio da verdure con diverse cotture e consistenze (non credo lo assaggeremo mai). La curiosità sempre accesa nel cuore e nella testa, ci spinge ad un pre dessert con Caciotta di capra, davvero interessante, autentica, in abbinamento con un condimento altrettanto inusuale, un Balsamico alla birra, esperimento tentato da un produttore della zona, riuscito nel gusto, un po meno nella consistenza (dovrebbe essere meno liquido e più cremoso).

caciotta di capra e balsamico alla birra 20160527_213524

Per concludere degnamente l’esperienza sensoriale che è una cena di questo tipo, invece della Zuppa Inglese (nella quale anche i savoiardi sono fatti in casa) e delle Torte della casa (immaginiamo crostate e torta simil-Barozzi, del resto siamo così vicini a Vignola) ci gustiamo una Panna Cotta con composta di fragole, rabarbaro e Aceto Balsamico tradizionale di Modena Igp; scopriamo che la composta non è gelatina o marmellata ma veri pezzetti di fragola che forse faticano un po a integrarsi perfettamente con la fluttuante morbidezza della panna cotta; comunque, anche se ci si aspetterebbe una presenza del rabarbaro più forte (almeno chi, come me, ne ama l’amaro deciso), l’ottimo a.b.t.m., affinato o extravecchio che sia, contribuisce ad armonizzare il tutto ed il risultato è comunque gradevole.

torre davanti 20160527_230608

panna cotta verticale 20160527_220632

vecchia dispensa 20160527_230802

 

 

 

 

 

 

 

 

Bicer Pin, bottiglia e piatti vuoti ma cuore pieno, di belle sensazioni, di accuratezza, qualità e entusiasmo. “Non vogliamo offrirvi un semplice bicchiere di vino, ma il nostro territorio” dichiarano sul sito Francesco, Sara e Laura.  Avanti così ragazzi, che ci riuscite !

tre ragazzi in maglietta 13051532_1710242825912947_208329769892886727_n

Visualizzazioni totali
1589
Visualizzazioni odierne
1
Segnalami quando Angelo Giovannini pubblica qualcosa di nuovo!
( Followers )
X

Segnalami quando Angelo Giovannini pubblica qualcosa di nuovo!

La tua email:
Articolo correlato:  Milano: si alza il sipario su Golosaria

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *