Il mare in tavola

Festa di San Simplicio ad Olbia: colori, profumi, sapori.

Ines Marras Eventi, Feste, Frutti di mare, Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

Il mare in tavola

La sagra delle cozze a Olbia: gusto, immagine e sapore.

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Festa di colori, festa di sapori e profumi … Fra il sacro e il profano anche quest’anno volgono al termine i festeggiamenti per onorare il Santo Patrono della città di Olbia: San Simplicio.

Un settimana preghiere,di incontri, giochi, musica, iniziata per me e Carmela con il più classico degli appuntamenti: il panino caddozzo; detto così fa quasi impressione, ma per gli olbiesi doc e non solo è la rappresentazione gastronomica della festa.

In tutto il quartiere si spande l’aroma delle salsicce arrostite al fuoco, delle cipolle stufate, pronte  per trasformarsi in una gustosa e saporita imbottitura per lunghi e morbidi panini scaldati sulla brace e arricchiti di salse.

Lunghi spiedi rigirano, lentamente e saggiamente, carni di agnello e di porcetto e le caratteristiche cordule e rivee (o tataliu, a seconda dei paesi), le une date dagli intestini degli agnelli, le altre dalle loro frattaglie alternate a sottili lamelle di lardo, avvolte con il diaframma e legate dagli intestini più sottili che, a fine cotture, scrocchiano saporitamente.

Olbia è terra di mare e una più che valida alternativa alla carne è data dal panino ai polpi in insalata, morbidi e succosi, conditi con arte, poco aglio, prezzemolo e olio evo.

E quest’anno avevo deciso di fare l’alternativa, insieme a Carmela, la mia inseparabile amica di festa, ordinando appunto un panino con i polpi, accompagnato da una gradevolmente fresca  birra: un panino gustato fino in fondo, cominciando lentamente lungo i bordi, per arrivare al cuore ricco di polpa, la più morbida e succosa.

Buono, buonissimo finché la mia amica ha esordito con: “Ma non è San Simplicio senza il panino alla salsiccia” e mi ha convinta (non ci è voluto tanto!) a dividere con lei il vero e originale panino caddozzo.

Così il primo dei nostri rituali votivi alla festa è stato sciolto … mancava il secondo, non meno gustoso, saporito e profumato: una plateale Sagra delle cozze, cucinate alla marinara in un enorme calderone e servite con limpido vermentino di gallura o cannonau.

Verso le sei del pomeriggio, in angolo del Parco Fausto Noce si forma una sinuosa fila che si dirige diligentemente verso il punto di distribuzione; bisogna avere pazienza, ma ne vale decisamente la pena: Carmela e io e tanti altri prima e dopo di noi impegniamo  il tempo in chiacchiere e conversazioni improvvisate, battute e risate così che giungiamo con allegria e con  l’acquolina in bocca a prendere la nostra abbondante porzione di cozze.

E sarà la gente, sarà il clima di festa, sarà che  i mitili allevati ad Olbia sono unici, ma il sapore ogni volta è una goduria per il palato e si lascia il tavolo già pensando all’appuntamento dell’anno successivo.

Questa è Olbia e la sua festa di San Simplicio, vista dal punto di vista degli amanti della buona cucina e delle tradizioni locali.

Sa Festa manna de mesu maju è tanto altro e di più, non me ne vogliano gli olbiesi, ma noi abbiamo voluto portarvi nei suoi profumi e sapori, negli aromi e nel gusto di cose semplici, fatte come in casa.

statua

La statua di San Simplicio in processione.

 

 

 

 

 

costume olbia

Costume femminile di Olbia.

launeddas

Suonatori di launeddas alla processione.

Un momento del Palio della Stella, una delle manifestazioni inserite nei festeggiamenti del Santo Patrono di Olbia: San Simplicio.

Un momento del Palio della Stella.

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Figlia dell'emigrazione, sono cresciuta a Sassari dove ho studiato fino alla laurea in Pedagogia con una tesi sul sistema spazio-temporale nella poesia popolare logudorese.
Attualmente insegno ad Olbia, dove abito e lavoro dal 1983.
Studi di linguistica generale e sarda, di sociologia, etnografia e tradizioni popolari mi hanno ancorata alla mia terra, la Sardegna, per la quale sono bilingue sardo-italiana.
Strettamente legata al mio paese d'origine, Lula, in provincia di Nuoro, porto avanti le tradizioni ereditate dai miei genitori.
Appassionata di pane e impasti, lavoro l'argilla e il pane, riproponendo e rielaborando le forme della tradizione, dalle pintadere alle dee madri, simboli di vita, di pace, di amore.
I miei scritti parleranno di queste cose, con leggerezza, passione, amore per la mia terra e per me stessa.

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