Fuoco e luna

Ines Marras Erbe aromatiche, Olio, Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

 

Intorno al Fuoco

Intorno al Fuoco

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etti una sera d’inizio estate, la luna piena e il solstizio, una nonna e tante nonne che insieme ballano con noi sotto un velo di magia …

Oggi è tutto magia … con queste parole sussurrate col cuore comincia una serata indimenticabile, una serata di profumi, una serata fra amici, una serata d’amore.

Si, perché se non si ama queste cose non funzionano.

Ho cominciato un anno fa a vivere questa favola e lungo il fresco autunno, il pigro inverno e la timida primavera sono arrivata qui, con Gianpaolo, Veronica e il piccolo Juanne e tanti altri amici dei quali non ricordo tutti i nomi.

Ma i visi sì, li ricordo, i visi e i sorrisi, i sorrisi e le mani, le mani e i cuori.

In Sardegna il 24 giugno è un giorno speciale, è il giorno di San Giovanni, è un giorno legato a erbe uniche che oggi andiamo a scoprire o riscoprire.

Lo scorso anno era l’iperico, l’erba di San Giovanni, l’erba che colora di rosso, l’erba del fuoco, l’erba delle bruciature.

Gianpaolo Demartis si legge al chiaro di luna

Gianpaolo Demartis si legge al chiaro di luna

Ma oggi …  l’iperico non c’era, non doveva essere e non poteva essere, oggi, l’erba di tutti, perché dovevano essere tutte le altre: una, due, tre, erbe diverse per ognuno e ognuno ha scelto le sue.

Fra fiori di rovo, robia peregrina, due fiori di mirto, foglie di lentischio e leccio, lavanda e lavandula, il mio mix spinoso si è addolcito in un profumo inebriante di camomilla antica, immersa nell’oro dell’olio e del sole, sotto la luna piena e tanto amore.

Tornano le nonne e mia nonna con lo stesso amore conservava la camomilla proteggendola dietro una tendina a fiori, stesa su un tavolino nell’angolo più nascosto della casa.

Juanne

Juanne

È una scuola senza banchi la scuola di Gianpaolo, quella che abbiamo frequentato per mesi, un passo e un altro ancora, sotto ombrose chiome, fra colorati e profumati rami, di fiori di erbe.

Anche quest’anno il viaggio si chiude qui ed ora, intorno al magico fuoco con riti antichi che valgono quanto un tesoro inestimabile, il tesoro della cultura, il tesoro del tempo, il tesoro di parole, di gesti, di sguardi che i nostri avi hanno conservato allora per quelli che venivano dopo di loro, che dopo di loro hanno ripetuto ancora e ancora, fino ad oggi per il piccolo Juanne che continuerà per quelli che verranno ciò che é.

I giri sono sempre tre, intorno al fuoco per scaricare ansie e pensieri o per ricaricare l’anima e il cuore, per preparare lo spirito al tempo che verrà; riti sentiti, come quello de “s’aba muda” (l’acqua muta): con un sorso d’acqua in bocca ti devi concentrare, preparare al silenzio, ancora una volta girerai intorno al fuoco per rilasciare l’acqua al fuoco solo quando sarai pronto ad “ascoltare”, verbo ormai desueto per le nostre orecchie e il nostro cuore.

E solo quando il cuore è pronto, potrai saltare il fuoco, perché col cuore avrai scelto il tuo compare o comare di San Giovanni al quale ti legherai con un fazzoletto e avrai creato qualcosa di unico, di eterno, che nulla ha a che fare con i legami di sangue, perché è un legame scelto e dura per sempre.

Non si può rinchiudere nella ristrettezza delle parole la magia del tempo delle erbe, ma per la famiglia di Calarighe, Libera Scuola di Erboristeria Popolare Sarda è storia vissuta che vi invitiamo a vivere.

 

Mani che raccontano, che scelgono e raccolgono ...

Mani che raccontano, che raccolgono, che scelgono …

 

 

luna piena

Luna piena nel solstizio …

 

 

 

 

 

 

Il magico fuoco

Il magico fuoco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Figlia dell'emigrazione, sono cresciuta a Sassari dove ho studiato fino alla laurea in Pedagogia con una tesi sul sistema spazio-temporale nella poesia popolare logudorese.
Attualmente insegno ad Olbia, dove abito e lavoro dal 1983.
Studi di linguistica generale e sarda, di sociologia, etnografia e tradizioni popolari mi hanno ancorata alla mia terra, la Sardegna, per la quale sono bilingue sardo-italiana.
Strettamente legata al mio paese d'origine, Lula, in provincia di Nuoro, porto avanti le tradizioni ereditate dai miei genitori.
Appassionata di pane e impasti, lavoro l'argilla e il pane, riproponendo e rielaborando le forme della tradizione, dalle pintadere alle dee madri, simboli di vita, di pace, di amore.
I miei scritti parleranno di queste cose, con leggerezza, passione, amore per la mia terra e per me stessa.

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