Ricordi Ticinesi: il Rabadan.

Fabrizio Salce Eventi, Feste Lascia un commentoA-   A=   A+

C’è un vecchio detto popolare italiano che recita: “non c’è due, senza tre”. Non saprei dire quanto ci sia di vero in questa citazione, ma posso affermare che tornai a Bellinzona, per la terza volta di seguito, pochi mesi dopo l’evento del settembre 2011. Ci ero stato per promozionare la città del gusto, dopo poche settimane ero tornato per la grande kermesse dei sapori e la festa del programma televisivo che conducevo e dirigevo, e a distanza di qualche mese venni interpellato per il carnevale più bello dello Ticino: il Rabadan.
Del Rabadan me aveva parlato un giovane collega ticinese, Thomas Carta, e mi aveva raccontato cosa succede in città durante le giornate e, soprattutto, le serate carnevalesche; ma il Rabadan se non lo vivi in prima persona non lo puoi comprendere veramente. Di carnevali in Italia ne ho visti tanti, dai più celebri a quelli meno conosciuti, dai più tradizionali ai più banali, ma mai ho visto una città vivere così intensamente il suo carnevale come a Bellinzona. L’intera cittadinanza ne è parte integrante: bambini, ragazzi, adulti, anziani, tutti in quei giorni si ricordano del Rabadan. Maschere di ogni genere e fantasia, allegria coinvolgente per le strade, vetrine super colorate, musiche e balli ovunque, un mix veramente speciale.
Nel mese di febbraio di quell’anno, il 2012, andò in scena l’edizione numero 149: 149 anni di storia. Vi racconto come l’ho vissuta io, giorno per giorno, realizzando una puntata del programma e, perdonatemi già da ora, se tralascerò qualcosa.
Ne parlo al presente pensando ad allora. Ad organizzare il grande evento ci pensano gli uomini del un comitato del Rabadan. E’ importante chiarire, soprattutto per chi non è bellinzonese, che stiamo parlando di un momento ludico da svariate centinaia di migliaia di franchi. Motivo per cui tutto deve essere organizzato e controllato alla lettera. Non solo, la sicurezza è la cosa più importante e vi spigherò poco alla volta come si muove e come funziona.
Nel comitato sono operative 13 persone, diciamo a livello dirigenziale, e una settantina di volontari.
Il Rabadan dura 5 intensissimi giorni. Si apre il giovedì sera alle 21.00, con la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al Re Rabadan. Per l’occasione viene allestito un grande palcoscenico in piazza della Collegiata sul quale, personaggi della vita bellinzonese, sindaco compreso, si mettono in discussione portando in scena un vero proprio spettacolo in costume. Cantano, ballano, recitano e, secondo me, si divertono. Il momento clou, seguito da migliaia di spettatori quasi tutti in maschera, è proprio quando il primo cittadino consegna al Re del carnevale le chiavi della città: per tutta la durata della festa il Re si comporta, in tono scherzoso, come un vero Re d’altri tempi.
Il venerdì mattina dalla piazza dell’obelisco fino alla piazza della stazione sfilano i bambini delle scuole. Ogni scuola interpreta un soggetto: i cinesini, i fiori, gli indiani d’America, i pirati, i francesi napoleonici, i pittori, i maghi, i mattoncini della Lego e così vi. In costume anche tutto il corpo insegnanti. La sfilata è accompagnata da due ali di folla festante con in primo piano i genitori che si fanno venire i calli alle dita a forza di scattare foto e girare video dei bimbi. Al pomeriggio presso l’Expo Centro, il comitato del carnevale offre il pranzo ad un migliaio di anziani. Antipasto di affettati e le luganighe bollite con il famoso risotto del Rabadan. E’ un risotto classico, soffritto con burro, olio e cipolla, e poi riso, vino e tanta voglia di fare. Gli uomini e le donne del gruppo volontari non disdegnano durante l’anno di andare in giro per il Ticino e nei paesi italiani confinanti, a preparare il loro risotto a scopo promozionale del carnevale.
Se pensate che gli anziani arrivino privi di maschera vi sbagliate alla grande. Va in scena una festa bellissima con tanto di orchestra per balli e canzoni di sempre. La stessa cosa viene poi replicata per la popolazione il martedì, giorno di chiusura dei festeggiamenti e, in quella occasione, gli ospiti sono circa 2000. In sostanza di risotti durante le 5 giornate se ne preparano ben 3000 porzioni.
Un’altra particolarità del Rabadan va in scena il sabato: e’ la sfilata delle Guggen Musik che si snoda dalla piazza della stazione fino all’obelisco. Sono delle vere bande musicali, formate da gruppi di persone numerosissimi che arrivano da tutto il Ticino e da qualche altro cantone. Sono tutti mascherati e ogni Guggen porta in scena un tema. Non vi dico i livelli di fantasia perché bisogna vederli: sono bellissimi. Alla sera nella piazza della Collegiata tutte le bande si esibiscono in vero e proprio concerto. Sia le Guggen che i carri della sfilata generale vengono valutate da una giuria più che attenta e severa. I giudici devono valutare i costumi, come sfilano e, naturalmente, come suonano. Si tenga presente che sono quasi tutti dilettanti appassionati di musica. La cosa straordinaria è che Bellinzona viene invasa da migliaia di persone, e le Guggen le trovi durante tutto il carnevale in giro per la città a suonare in continuazione nelle varie piazze: uno spettacolo nello spettacolo.
Alla domenica, del sabato e delle notti ve ne parlo dopo, c’è la grande sfilata generale che si sviluppa sempre a partire dalla stazione: i carri allegorici, i gruppi d’intrattenimento, ancora le Guggen con, credetemi, un mare di persone mascherate che ai lati del grande viale si godono lo spettacolo diventandone parte integrante. Persone di tutte le età, gruppi famigliari vestiti allo stesso modo, personaggi dalla più fervida fantasia, di tutto di più. Una città intera che si diverte con migliaia di turisti ticinesi e non.
Naturalmente il Re Rabadan è presente in ogni momento della festa con la sua Regina e le damigelle, ha un carro tutto suo dal quale saluta la folla gioiosa e se la gode come un matto. Il lunedì è doverosa una visita alle case di riposo per gli anziani che non possono godersi il carnevale in piazza e, al pomeriggio, la classica gara del tiro alla fune.
Il martedì il pranzo per la popolazione e, allo scoccare della mezzanotte, la riconsegna delle chiavi della città al sindaco da parte del Re: la Monarchia deve restituire il posto alla politica. Durante tutte le giornate in ogni punto della bella Bellinzona si incontrano i gruppi dei partecipanti intenti a preparare grigliate improvvisate, vedi porchette che cuociono, persone che si cambiano e si truccano, altre che provano i pezzi musicali, chi semplicemente si gode l’atmosfera.
Già, e di notte? E qui arriva l’altra faccia, l’altro aspetto del Rabadan. In più punti del centro città vengono allestiti dei capannoni con all’interno i vari punti di divertimento giovanile: musica, cibo, drink e intrattenimenti vari. Al calare della sera il perimetro viene rigorosamente transennato e l’accesso è consentito solo con il biglietto d’ingresso. Si possono acquistare degli abbonamenti per tutte le serate. Tutto questo, oltre alla presenza dei ragazzi e ragazze bellinzonesi, richiama migliaia e migliaia di giovani da tutta la regione, che raggiungono la capitale potendo divertirsi fino alla 5 del mattino. Nel prezzo dell’abbonamento è compreso l’utilizzo di treni e autobus, attivati appositamente per il carnevale, per arrivare e tornare a casa. Se vai alla stazione puoi vedere arrivare convogli e convogli stracolmi di giovani mascherati che hanno un solo obiettivo: divertirsi. In questo modo si cerca di evitare il più possibile, per ovvi motivi, l’uso delle autovetture. Ecco che entra in campo la sicurezza e il primo soccorso. C’è un vero esercito preparatissimo che pattuglia ogni punto del centro, controlla gli ingressi, i capannoni del divertimento, le strade e le piazze. Tutto viene coordinato nei minimi dettagli perché quelle notti di festa non si trasformino per colpa di qualche esaltato in momenti tristi. Lo stesso discorso vale per gli uomini del soccorso sanitario costantemente presenti.
Può sembrare assurdo ma è proprio la sicurezza a incidere maggiormente sui costi di realizzazione del carnevale.
Avrò dimenticato o sbagliato qualcosa e me ne scuso ma, a grandi linee, raccontato in breve, questo è il Rabadan. Ci tornai anche l’anno successivo la 150esima edizione.

Se vi interessa ho preparato un breve video del Rabadan 2012
Guarda il video (video rabadan)

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Sono un giornalista iscritto all'ordine italiano e svizzero nonché membro dell'International Federation of Journalists. Da oltre 20 anni mi occupo di cibo, agricoltura e ambiente. Ho lavorato tra l'altro per Mediaset, Rai World, Rai Expo, Stream News, Stream Verde.

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