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A SORBARA CON ‘GIOIA’ UNA NUOVA CONCEZIONE DEL LAMBRUSCO

Angelo Giovannini Cantine, Dop e Igp, Sommelier, Vino Lascia un commentoA-   A=   A+

Dalla storica cantina Garuti uno spumante rosato extra dry da Lambrusco in purezza, vendemmiato nelle ore notturne   GIOIA_spumante_rosato_lambrusco

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Sono solo 6.000 preziose bottiglie, ottenute con vendemmia notturna e intero processo di vinificazione sotto i 16 gradi di temperatura. Si chiama GIOIA, e noi aggiungiamo, opportunamente, visto che questo è proprio il sentimento che procura, da subito; prima un piacere per gli occhi perché di un colore rosa brillante che ricorda pietre preziose, poi al naso con i profumi tipici del lambrusco, tenuamente intensi, da ebbrezza, poi la gioia, appunto, al palato e al cuore quando portando il calice alla bocca si raccoglie una esplosione di gusto in straordinario equilibrio tra il morbido ruffiano dei lambruschi più ruffiani e l’eleganza secca degli spumanti dry metodo classico. Stiamo parlando della recente produzione dell’azienda agricola Garuti di Sorbara, naturalmente cantina e vigneti nella culla del lambrusco, fortemente voluto, dopo anni di esperimenti, da Mauro Bompani e tutto il suo staff, con un metodo innovativo mai adottato prima, come si diceva con una particolare vendemmia nelle ore notturne, tra la mezzanotte e le quattro, e mantenendo l’intero processo di vinificazione sotto i 16 gradi di temperatura.

Ai sogni non si comanda, si sa, e quando titolari e tecnici dell’azienda Garuti hanno in mente un sogno nessuno li ferma; lo dimostrarono anni fa quando decisero di produrre un rosè di Lambrusco di Sorbara al 100%, primi tra i tanti che poi li seguirono, e diedero vita, dopo tentativi e ricerche, al ROSA’, che poi ottenne ampi riconoscimenti da esperti e pubblico (e molti emuli, ora praticamente non c’è cantina modenese che non fa il proprio rosè di lambrusco).

Presentato con successo in diversi appuntamenti ufficiali il nuovo sogno, il GIOIA Spumante rosato extra dry è ottenuto da uve di Lambrusco di Sorbara dop in purezza, trattate con questo impegnativo procedimento per mantenere nel prodotto maggiore intensità del sapore, aumentarne la morbidezza e moltiplicarne i profumi, evitando stress alle uve e partenze di fermentazioni anomale (senza contare l’eccezionale risparmio energetico dato dal controllo costante delle temperature).

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Una produzione all’inizio limitatissima, 6.000 bottiglie, scelta  che ha imposto, nella prima produzione di questo vino, una raccolta di 90/100 quintali per ettaro anziché i 180 previsti dal disciplinare, fase sperimentale ormai superata considerati i primi entusiasti commenti e l’ottimo successo ottenuto anche da parte di stampa e clienti più esigenti. Successo confermato anche dalle numerose partecipazioni a manifestazioni e concorsi nazionali ed internazionali come il Matilde di Canossa, l’Internazionale Selezione del Sindaco, il notissimo Doujà D’Or di Asti, l’AWC VIENNA International Wine Challenge, l’Internazionale Vinitaly, Enologica, Prowein e, da ricordare, la Medaglia d’argento del 2014 al Concorso Vini Rosati d’Italia.

Nella sua scheda tecnica il sommelier Claudio Cavani indica una gradazione alcolica di 11,50 e descrive l’esame visivo così: “Si presenta con un bellissimo color rosa cerasuolo scarico, limpido e abbastanza consistente con una spuma di color rosa tenue compatta e persistente con un perlage fine, elegante e prolungato”. Prosegue poi con l’esame olfattivo dichiarando che “si sprigionano profumi intensi e complessi, con sentori di lieviti, di biscotto, frutta rossa come fragoline di bosco, ribes, susine e ciliege per la precisione marasche con sentori floreali di rosa canina e violetta”. Infine all’esame gustativo questo vino “si presenta secco, con una buona alcoolicità, morbido, equilibrato con una bellissima freschezza e sapidità. E’ un vino di buona struttura visto i suoi 11 gradi e mezzo di alcoolicità. Il palato rimane molto pulito con sentori di frutta rossa in primo piano.” Abbiamo preferito usare direttamente le parole del sommelier perché precise al millesimo, assolutamente condivisibili e, a nostro avviso, rispecchianti la realtà.

Verrebbe da pensare che si tratta di un vino perfetto per gli aperitivi, e non è sbagliato, ma potrebbe sembrare riduttivo; con questo prodotto delizioso e deliziante, riteniamo sia possibile pasteggiare con quasi tutto (escludiamo i più impegnativi piatti di carne rossa), ma ovviamente è da considerarsi ottimo con salumi come prosciutto, culatello, salame, sia contadino che dop, di Felino, ma anche con primi piatti a base di pesce di lago o di mare o con secondi a base di crostacei, spiedini di mare.

Va ricordato che da quest’anno esiste anche una versione di GIOIA BIANCO, ottenuto da uve di Trebbiano di Spagna al 100%, sempre da vigneti di proprietà nel Comune di bomporto (Sorbara ne è una frazione, famosa nel mondo ma pur sempre frazione), ugualmente accattivante e convincente come il fratello maggiore, ottimo in abbinamenti come antipasti di terra o di mare, ma anche tartare di salmone, fritto all’italiana, cannelloni di ricotta, branzino al sale.

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Lo slogan sarebbe fin troppo facile… “E’ Gioia garantita per il palato e per il cuore”, ma la verità è che la pubblicità migliore, questo spumante rosato di lambrusco, se la fa con la degustazione; una volta assaggiato, lo si vuole, a casa, in cantina, in tavola.

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