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A SORBARA UNA FESTA MATILDICA CON GASTRONOMIA, STORIA, ARTE E CULTURA

Angelo Giovannini Città d'arte, Eventi, Feste, Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

A 932 anni dalla Battaglia di Sorbara la frazione di Bomporto, nel modenese, festeggia la vittoria della Grancontessa Matilde di Canossa con spettacoli, giochi e una tavolata di 200 metri in strada

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2 luglio 1084, Battaglia di Sorbara: nelle pianeggianti e verdi campagne intorno a Modena, fitte di vigneti e frutteti, l’esercito della contessa Matilde di Canossa sconfigge le truppe tedesche e vince una battaglia strategica nella guerra pluriennale contro l’imperatore Enrico IV.  La leggenda narra che complice della vittoria fu la sbronza “de lo ottimo vino de lambrusca” presa dai soldati imperiali nelle ore precedenti la battaglia che consentì ai ‘nostri’ di colpirli di sorpresa e con scarsa opposizione da parte loro. Ma Lambrusco o no, leggende a parte, la battaglia di Sorbara è storia, documentata e riportata dai libri e dai documenti di illustri studiosi e storici.

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Per questo motivo ancor oggi, nella frazione di Bomporto, a dieci chilometri da Modena, famosa nel mondo per il suo Lambrusco, sorge una preziosa Pieve Matildica che secondo fonti storiche, LA Grancontessa fece erigere in segno di riconoscenza per la vittoria ottenuta nella battaglia di Sorbara sulle truppe dell’invasore, monumento degnamente segnalato nelle principali guide che suggeriscono itinerari turistici legati alla storia medievale e all’arte romanica.

Una decina di anni fa, era esattamente il 2007, l’Amministrazione Comunale realizzò un’elegante nuova piazza, proprio di fronte alla Pieve Matildica e intelligentemente la intitolò a Matilde di Canossa, provvedendo a incastonare al centro dell’ingresso della piazza, un rosone scolpito (e di notte illuminato in modo suggestivo) con la riproduzione del sigillo Matildico. Ed esattamente da dieci anni, si svolge ogni anno, nella domenica più prossima alla storica data della battaglia, il 2 luglio, una suggestiva Festa Matildica esattamente nell’area sulla quale insistono sia la nuova piazza che l’importante testimonianza architettonica quasi millenaria, per la verità solo in parte ancora presente, negli anni distrutta e restaurata più volte e oggi denominata Chiesa di S.Agata.

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Al centro della manifestazione, fin dalla prima edizione inventata in occasione dell’inaugurazione della nuova Piazza Matilde di Canossa, vi è il Gran Banchetto, cioè una tavolata lunga quasi 200 metri dove migliaia di persone possono gustare le ‘Pietanze de Matilde’ o le ‘Pietanze de Enrico’, ovviamente accompagnate da ottimo lambrusco delle cantine locali. E ancora spettacoli, quest’anno è stata la volta di ‘Anime ne lo foco oltre lo ignoto’, con le gesta dei cavalieri di antichi racconti medioevali narrate in modo suggestivo ed epico a cura della Compagnia Borgo del Diavolo di Argelato, poi giochi e mestieri antichi con decine e decine di figuranti in costume (Mercanti Ravignani di Ravenna, con una straordinaria cura del particolare e una sincera passione divulgativa), tracce di falconeria con i rapaci dell’associazione ‘Borgo Castello’ di Savignano sul Panaro, tende di mercanzie sorbaresi, fino all’immancabile momento pirotecnico ‘La Pieve in fiamme’, artificiosi fochi che appariran d’incanto in terra et in cielo, a cura di Pyro Shop.

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Nel corso degli anni gli organizzatori si sono inventati varie trovate originali, sia dal punto di vista gastronomico, come il Gelato matildico all’aceto balsamico, o il Dolce Matilde di Canossa, ideato da Pasticceria Cometa, la frutta Matildica offerta da Modena Funghi, o quest’anno l’Aperitivo de Matilde, ma soprattutto a livello di speciali cadeau da conservare a fine manifestazione: per alcuni anni furono i “Matildici di Sorbara” (monete in ceramica, liberamente ispirate a quelle del periodo), da I, II e V pezzi, spendibili per gli acquisti nei negozi e nelle tende del mercato, in distribuzione presso il Banco de lo cambio, un anno i boccali in terracotta tipici da locanda, un anno i taglieri in legno, quest’anno eleganti tovagliette in tessuto cucite dalle sapienti mani di alcune socie della Banca del Tempo; ogni oggetto rigorosamente contraddistinto col sigillo della Contessa a fissare in modo inequivocabile il ricordo della Festa Matildica.

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In una manifestazione che vuole celebrare l’avvenimento storico più importante del passato di questi luoghi e la figura, di donna fortissima e sorprendentemente moderna per chi volesse approfondirla, di Matilde di Canossa, van bene gastronomia e curiosità ludiche, non poteva però mancare una speciale attenzione alla storia e alla cultura; nel corso degli anni si sono avuti incontri e momenti di divulgazione con il prof. Paolo Golinelli, docente di storia medioevale dell’Università di Verona, uno dei massimi esperti matildici che alla Contessa di Canossa ha dedicato diverse pubblicazioni, o ancora con la lettura animata delle pagine di Donizone, il biografo ufficiale della Contessa, all’insegna di un gemellaggio ideale tra pianura e montagna modenese, con la Settimana Matildica del Comune di Frassinoro (Terre della Badia, autentico territorio matildico), con la sfilata e rievocazione storica intitolata ‘Un Monaco amanuense trascrive la vita di Matilde nell’Abbazia di Frassinoro’ e con canti gregoriani all’interno della Pieve o musiche dell’epoca, eseguite da bardi e menestrelli in costume tra i tavoli del banchetto. E ancora con lo spettacolo ‘Wiligelmo, l’angelo e il drago’ di e con Lorenzo Sentimenti, che narrò le vicende del grande artista impegnato col bianco Duomo di Modena e con l’Abate di Nonantola, in anni quasi contemporanei e subito successivi alla Battaglia di Sorbara.

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A proposito di cultura, storia e arte da segnalare quest’anno la bella iniziativa curata dai giovani, tutti rigorosamente in maglietta personalizzata, del gruppo Controcorrente della parrocchia di S.Agata, ragazzi e ragazze che hanno allestito una ricca tenda con libri e articoli riguardanti Matilde, i Canossa, la battaglia del 2 luglio e più in generale quell’epoca.

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L’iniziativa, coordinata dal Comune di Bomporto, ogni anno viene realizzata e gestita da oltre settanta commercianti e aziende del luogo, riuniti nell’associazione di promozione territoriale “Porto delle Idee”, con l’indispensabile collaborazione di Comitato “Festa del Lambrusco”,  Polivalente Sorbarese, Auser, Parrocchia di Sorbara e Banca del Tempo; insomma decine e decine di volontari, molti dei quali ragazzi e ragazze giovanissimi, molti dei quali in costume storico, che curano ogni aspetto della manifestazione, dalla cucina al montaggio e smontaggio gazebo e tavoli.

Qualcosa di più di una delle tante rievocazioni storiche, delle feste mangerecce, delle occasioni per raccogliere fondi, rigorosamente a scopi benefici; un vero momento per incontrarsi, ritrovarsi, fare comunità, scoprendo o riscoprendo, a seconda della propria storia persona, le radici del luogo in cui si vive, naturalmente in allegra compagnia, e senza trascurare la tavola.

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