Ceci …….e …le Panelle…

Giuseppe Di Marco Antipasti, Farine, Ristoranti, Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

Il cece (Cicer arietinum L.)  è una coltura assai diffusa in Sicilia. I nomi delle varietà presenti sono esotici – Pascià, Sultano, Visir – e molto evidentemente rimandano alla genesi del prodotto, proveniente dal mondo arabo e che oggi cresce nel bacino del Mediterraneo, occupando un posto di rilievo in diverse province siciliane. Gli Arabi, dominatori della Sicilia tra IX e XI secolo, importarono il metodo per macinare i semi, ricavandone una farina che, mescolata all’acqua e cotta sul fuoco, dava una sorta d’impasto crudo, tipo polenta, dal sapore non eccezionale. Solo in epoca successiva nel Tardo Medioevo, probabilmente sotto la dominazione francese questo impasto, ancora caldo, si cominciò a spalmare in apposite formelle di legno dalla forma rettangolare (4×8 cm). Sulla formella di legno si trovava inciso un elemento floreale che, al raffreddamento della pasta, forma sulla panella cruda un rilievo di circa 3 millimetri. Il Pitrè (scrittore storico) riferisce che in passato questi rilievi avevano differenti forme tra cui, più frequentemente, quella di pesce. I “i pisci-panelli”, così le chiamavano i più indigenti che, mangiandole, s’illudevano di mangiare frittura di pesce, allora troppo costosa. La sfoglia sottile di questa pasta, cotta a sua volta in una sostanza oleosa, diede vita alle prime prove della già citata «panella», una sorta di schiacciata di piccole dimensioni, di un bel colore dorato. Si tratta di deliziose frittelle fatte con farina di ceci, acqua, sale, prezzemolo e pepe, che si friggono e si mangiano abitualmente in un panino morbido e ricoperto di semini di sesamo (la “mafaldina” o la “pagnotta”) da sole o insieme ai cazzilli  o  crocchè (crocchette di patate con prezzemolo) e conditi con sale e limone.  Le panelle si possono acquistare in una serie infinita di friggitorie, anche ambulanti (famosa oggi è la MotoApe). Le friggitorie ricalcano antiche tradizioni della Magna Grecia, quando al “thermopolium” (antico bar – tavola calda) si compravano pietanze cotte, da consumare per strada. Anche le panelle hanno subito le loro belle evoluzioni da ristorazione….utilizzate come antipasto… ad esempio in alcuni casi l’utilizzo della farina di cicerchia al posto di quella di ceci, la manipolazione di quest’ultima con il nero di seppia, la sostituzione del prezzemolo con la menta; non ultimo la loro forma… rotonda, quadrata, rettanogolare, a triangolo. Purtroppo Il cece è legato a un episodio sanguinoso della storia della Sicilia: i Vespri siciliani. Durante la rivolta di Palermo del 1282, che vide la fine del dominio Angioino nell’isola, i siciliani volevano uccidere tutti i francesi che non erano riusciti a scappare. Per poterli riconoscere, veniva loro mostrato un pugnetto di ceci, chiedendo di pronunciarne il nome. Poiché i francesi non riuscivano a non accentare la «i» finale, chi pronunciava «cicerì» veniva ucciso. E così i ceci divennero la discriminante tra la vita e la morte.

Nel link http://ricette.giallozafferano.it/Panelle.html  sono descritte tutte le fasi per fare delle buone panelle …. tra i fornelli della cucina di casa… unica raccomandazione….appena prendete la mano sostituite il coltello per tagliare il composto con un normale filo di cotone…e….buon appetito!

 

 

panelle

panelle

 

 

pagnotta con panelle e cazzilli o crocchè

pagnotta con panelle e cazzilli o crocchè

 

 

 

 

 

 

 

mafaldina con panelle

mafaldina con panelle

 

moto ape friggitoria ambulante

moto ape friggitoria ambulante

 

panelle con farina di cicerchia e nero di seppia

panelle con farina di cicerchia e  quelle con nero di seppia

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