Piemonte. Calici di Stelle nelle Città del Vino

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A Moasca, Costigliole, Albugnano, Calamandrana, Cocconato e Isola d’Asti. E poi a Monleale (Al), Barolo (Cn), Brusnengo (Bi) e Ghemme (No) un programma ricco d’iniziative tra degustazioni, telescopi, musica e poesia

Per gli enoturisti che saranno in Piemonte dal 5 al 12 agosto si prospettano giornate ricche d’eventi, spettacoli e appuntamenti nell’ambito di Calici di Stelle. Tre le Città del Vino coinvolte: Moasca, Costigliole, Albugnano, Calamandrana, Cocconato e Isola d’Asti. E poi Monleale (Al), Barolo (Cn), Brusnengo (Bi) e Ghemme (No).

A Moasca, ad esempio, come di consueto osservazioni notturne con Nerodistelle, accompagnate dai vini dell’Enoteca Regionale di Canelli e della Strada del Vino Astesana. A Costigliole degustazioni in abbinamento a piatti tipici a buffet. A Isola d’Asti aperitivo sotto le stelle. A Barolo ben 100 etichette di Barolo Docg 2102 in degustazione. Il programma completo delle Città del Vino del Piemonte sul sito www.cittadelvino.it.

Quest’anno, però, saranno rinforzate le misure di sicurezza e sorveglianza nelle piazze e nei siti individuati dai Comuni Città del Vino per il regolare svolgimento di Calici di Stelle, come sollecitato anche dall’Associazione Nazionale che nei giorni scorsi ha invitato i sindaci a rafforzare la vigilanza. In tutta Italia saranno oltre 140 le Città del Vino che organizzano Calici di Stelle e sono attesi oltre un milione di enoturisti. Inoltre la manifestazione nazionale, che è organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con l’Associazione Città del Vino, prevede anche tanti appuntamenti nelle cantine (sul sito di MtV il programma www.movimentoturismovino.it)

“Anche in Piemonte ci attendiamo una partecipazione molto numerosa – afferma il coordinatore regionale delle Città del Vino, Stefano Vercelloni -. Una festa così importante, che convoglierà in 140 Comuni italiani oltre un milione di persone, è una grande prova di forza del turismo del vino, un fenomeno che non è una sagra del mangiare e bere ma un volano di sviluppo economico per tanti territori minori, che magari soffrono la marginalità geografica rispetto ai grandi centri, ma il cui potenziale può apportare un incremento di ricchezza all’Italia intera e un messaggio da veicolare sulla qualità. Una qualità che si fa globale e omnicomprensiva: dell’ambiente, dello stile di vita, della cultura e dei rapporti tra le persone”.

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