Leggimi, viaggiami, assaggiami: sono il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano

Fabrizio Salce Agricoltura, Colline, Montagne, Ricette Lascia un commentoA-   A=   A+


tramonto sul parco
Il gas l’ho chiuso, il trolley è pronto, il pieno di carburante all’auto l’ho fatto: ok, posso partire. In realtà il viaggio che vi propongo in questo breve racconto è solo virtuale, ma sono certo che al termine della lettura avrete una gran voglia di prepararvi e partire. Partire per raggiungere un lembo della mia Italia costituito da ben 38 comuni di 5 province. 223.229 ettari dislocati in un’area dell’Appennino tra i Passi Cisa e San Pellegrino e nelle valli che scendono verso la Via Emilia e nei versanti di Lunigiana e Garfagnana.
Le province sono quelle di Parma, Reggio Emila, Modena, Massa Carrara, Lucca mentre l’area in questione il 9 giugno del 2015 a Parigi è stata riconosciuta da Unesco come riserva mondiale dell’Uomo e della Biosfera: Un’area “MaB” (acronimo che significa Man and the Biosphere). Dei 38 comuni 13 fanno parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano che ha operato come capofila per il raggiungimento del prestigioso riconoscimento fortemente voluto anche dai Parchi regionali dell’area, dalle scuole, dalle Istituzioni, dalle organizzazioni e, soprattutto, dai cittadini.
Parlare di quest’area significa abbracciare un mondo tanto meraviglioso quanto variegato, vuol dire menzionare la naturale bellezza dell’appennino vera spina dorsale d’Italia. Non c’è comune dove non ci siano dei valori da conservare e tutelare, valori ricchi di storia antica. Le bellezze del territorio con le sue colline, i monti, i piccoli laghi, i castagneti secolari, le faggete, i corsi d’acqua e le vette. Il patrimonio artistico architettonico impreziosito da palazzi, torri, castelli, fortezze e luoghi di culto. La varietà delle erbe spontanee e le essenze dei pascoli, habitat straordinario per le greggi e le mandrie; la fauna selvatica che comprende animali come il lupo e l’aquila reale.
Se viaggerete in modo reale e non virtuale respirerete il lavoro delle donne e degli uomini di questa terra, gente orgogliosa e caparbia che ama le proprie origini, le difende e ve le offre con un delicato senso dell’ospitalità. Qui si sta bene, la gentilezza e la garbatezza sono una costante.
da vigion dal 1947
Durante l’anno numerose sono le manifestazioni e gli eventi che rievocano la storia e le tradizioni popolari dell’Appennino, storia dei secoli più remoti e del passato più recente; poi le tradizioni contadine con il loro sapere e i loro sapori. Tra tanta bellezza naturale, tanti borghi e testimonianze storiche cosa troviamo di buono per il palato nell’aerea MaB? Amici cari, se mancava al mio racconto una componente per convincervi a partire, ecco che ve la sottolineo subito: il buon cibo e la buona cucina territoriale. Trovate voi un altro comprensorio che, nelle dimensioni geografiche di cui vi ho reso partecipi, possa offrirvi tra prodotti della terra e prodotti dell’uomo ben 64 eccellenze a dir poco uniche!
parmigiano reggiano
Prodotti famosi in tutto il mondo come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, coma la Mortadella e il Cotechino, come il Pecorino e i Salami alla Cacciatora. Ma il paniere è talmente ricco da fare impazzire di piacere qualsiasi “buona forchetta”. Ve ne cito alcuni ma vi dico anche che gli altri dovrete cercarveli e assaggiarli di persona: Biroldo della Garfagnana, Pattina di Comano, Zuccotto, Pancetta Canusiana, Mondiola della Garfagnana, Crisciolette di Cascio, Semitenero Loiano se parliamo di prodotti dell’uomo. Farina di Neccio, Pera dell’Emilia Romagna, Cipolla di Ripola, Mela Binotto, Fagiolo di Zeri, Farro della Garfagnana, per parlare invece di prodotti della terra.
prosciutto di parma
Tutto questo è in sintesi l’Appennino Tosco Emiliano, il Parco Nazionale e l’area MaB Unesco, una zona dove passeggiare, fare escursioni a cavallo, trovare prodotti tipici di tutti i generi, pranzare e cenare in ristoranti e trattorie tipiche, visitare caseifici, prosciuttifici e cantine. Una terra dove inebriarsi di cultura, all’interno di un castello o di una pieve, dove rimanere nel silenzio della montagna o nella piacevolezza di un tramonto di collina. Dove bere una Malvasia o un Lambrusco, dove visitare il museo del prosciutto, dove assaporare tortellini e funghi, dove ascoltare i dialetti che cambiano intonazione ma all’unisono parlano la stessa lingua. Una lingua composta da poche parole e tanti fatti, impreziosita dall’amore per la propria terra e per la vita.
Unesco l’ha capito, io l’ho vissuto, ora tocca a te.
Buon viaggio!
abbazia di San Basilide

www.parcoappennino.it

Consiglio:
Castello di Torrechiara – Langhirano (PR)
L’abbazia di San Basilide – Lesignano de’ Bagni (PR)
Caseificio Beduzzo – Corniglio (PR)
Prosciuttificio Casa – Tizzano Val Parma (PR)
B&B L’antica Villa – Torrechiara (PR)
Trattoria Da Vigion dal 1947 – Corniglio

Superficie: 223.229 ettari, di cui il 4,5 % è Area Core, 11% Area Buffer e 84% Area Transition.
La riserva MaB interessa 38 comuni di 5 Province.

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Sono un giornalista iscritto all'ordine italiano e svizzero nonché membro dell'International Federation of Journalists. Da oltre 20 anni mi occupo di cibo, agricoltura e ambiente. Ho lavorato tra l'altro per Mediaset, Rai World, Rai Expo, Stream News, Stream Verde.

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