Cinque anni al Contrario

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Un vino e un lavoro discografico accomunati da un nome e da una strategia promozionale: il Contrario. Torna al pianoforte nella tenuta Antonelli San Marco di Montefalco (Pg) il maestro umbro Maurizio Mastrini. Serata di musica classica reinterpretata alla “rovescia” (dall’ultima nota alla prima) e degustazione di una diversa espressione di uve Sagrantino (da vigne giovani e non vecchie, affinato in acciaio e non in legno).

Sabato 17 settembre ore 21, cantina Antonelli San Marco

Al Contrario del Sagrantino di Montefalco Docg, affinato in botti di legno, il “Contrario” – rosso da uve sagrantino in purezza – fa solo un passaggio in serbatoi d’acciaio inox e poi vasche di cemento. Al contrario del Montefalco Sagrantino Docg, da abbinare a carni importanti, il “Contrario” di Antonelli San Marco è un vino da tutto pasto.

Se vendemmiato a maturazione avanzata, l’uva Sagrantino dà vini strutturati come il Sagrantino Docg e il cru “Chiusa di Pannone”, che richiedono 8-10 anni per la piena godibilità; al contrario, se vendemmiata presto e da zone più fresche permette di ottenere vini completamente differenti, per struttura tannica e profilo aromatico, vini molto fruttati ed equilibrati. Inoltre, una permanenza più breve sulle bucce dona giusto equilibrio, mentre una fermentazione a temperatura più bassa e il non utilizzo del legno consentono di conservare al massimo l’espressione aromatica del vitigno.

La prima annata prodotta è il 2008. Il Contrario è frutto della passione del produttore Filippo Antonelli per il Sagrantino, vitigno di antica presenza nel territorio e di straordinario fascino, storicamente vinificato come passito, legato ad alcune festività e solo da circa 40 anni utilizzato per la versione asciutta, di grande struttura e lungo affinamento.

Il Contrario è ottenuto da vigneti giovani, di età inferiore a 10 anni, e da quelli situati nelle zone più fredde, vigneti che meglio esprimono il carattere giovane e fruttato di questo vitigno, e che hanno il pregio di dare vini di grande freschezza e bevibilità. In cantina, grazie al lavoro dell’enologo Massimiliano Caburazzi e alla consulenza dell’enologo Paolo Salvi, si è lavorato con passione per mantenere ed esaltare le differenze delle uve che vengono prodotte dai vari vigneti. Il risultato è un vino nel quale il Sagrantino è perfettamente riconoscibile, ma esprime un’altra declinazione del suo potenziale aromatico e gustativo. E’ un vino affascinante, di grande freschezza ed equilibrio, fruttato e con una gamma aromatica composita, dove accanto alla frutta rossa si avvertono erbe aromatiche più fresche e agrumi come il pompelmo, che ne fanno un vino rosso unico e riconoscibile, piacevole da bere già dopo un paio di anni dalla vendemmia.

“Se vendemmiata in anticipo di 10-15 giorni, l’uva Sagrantino può dare vini più facili da bere, con un profilo aromatico molto fresco e intenso e una nuova struttura – sottolinea il produttore Filippo Antonelli, proprietario della tenuta Antonelli San Marco -. Il vino Contrario ci dà inoltre la possibilità di caratterizzare al meglio il potenziale di qualità delle vigne: viene prodotto solo con le uve delle viti più giovani, di 5-10 anni di età. Cosi facendo, si riservano alla produzione del Sagrantino di Montefalco Docg solo le vigne più vecchie che danno le uve migliori per un vino importante da lungo affinamento”.

Maurizio Mastrini

Mastrini è oggi uno dei principali pianisti e compositori italiani della nuova musica classica. Luzzato Fegiz, ha definito la sua “una tecnica straordinaria”, la stampa, definendolo il “pianista fenomeno” l’ha paragonato a Keith Jarrett e Pat Metheny. Le sue composizioni originali si basano essenzialmente su una ricerca emozionale, senza tralasciare l’aspetto tecnico dal quale si evidenzia la sua provenienza dalla scuola del maestro Vincenzo Vitale, caposaldo della didattica pianistica Italiana. Con Mastrini, ci troviamo di fronte a un artista anticonformista, che porta le treccine e i rasta, suona scalzo, ma rigorosamente in frac nero. Ed è assolutamente semplice sul palco come nella vita quotidiana, tanto che tra un brano e l’altro colloquia con il pubblico descrivendo i brani prima di eseguirli.

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