La tradizione dell’albero

Salvatore M. Ruggiero Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

In prossimità del Natale, metto qui un brano del mio libro STORIE DAL PAESE DEI CICLAMINI.

Ogni anno, i primi di Dicembre, mio padre prendeva me e mia

sorella Anna e ci portava in montagna, un pomeriggio di un giorno

feriale, subito dopo pranzo. Facevamo una lunga passeggiata nei

boschi, in salita, alla ricerca di un bel ginepro da usare come albero

di Natale. Era diventata una tradizione; una bella tradizione; la nostra

bella tradizione natalizia. Dovevamo cercare nella rada macchia

mediterranea delle nostre montagne un ginepro abbastanza dritto e

pieno, con la classica forma a goccia, non più alto di un paio di metri,

facilmente trasportabile. Più o meno come quello della foto. E non

era facile trovarlo perché il ginepro, dalle nostre parti, raramente

diventa un albero vero; spesso resta un arbusto informe o assume la

forma tonda di un cespuglio basso. Qualche volta, infatti, non lo

avevamo trovato con quelle caratteristiche precise. Ma non

desistevamo: mio padre aveva affinato una buona tecnica e riusciva

ad assemblarne ad occhio anche due tre pezzi presi da due tre piante

diverse. Quindi tagliava i rami da alberelli diversi e, una volta tornati

a casa, li legava stretti stretti fra loro col filo di ferro e gli dava la

forma di un vero albero di Natale. La chioma di aghi verdi, fitta fitta,

non permetteva a nessuno di vedere il trucchetto: le palline e gli altri

addobbi avrebbero fatto il resto. Una volta individuata la pianta o le

piante che facevano al nostro bisogno, dovevamo abbattere il ginepro

dalla base del tronco, ma non ci sentivamo in colpa: un vero spirito

ecologista, negli anni ’60, non era ancora diffuso dalle nostre parti.

Portavamo sempre con noi una sega, un’accetta e una corda: con le

prime due facevamo un lavoro pulito a tagliarlo quasi da terra e ad

aggiustare il tronco, con la corda lo legavamo, trascinandolo

sull’erba, per portarlo fino alla strada. Da lì mio padre l’avrebbe

portato a spalla fino a casa. La vera festa era quando l’albero eletto

arrivava finalmente nel salone di casa. Dove ci aspettavano gli altri

fratelli e sorelle più piccole. Dopo aver posizionato per bene

l’alberello su una base di marmo, di quelle che reggono gli

ombrelloni dei bar in estate, lo portavamo nell’angolo vicino alla  alla

finestra che dava su Viale della Libertà e cominciavamo ad

addobbarlo con palline, festoni, lucette. Per ultimo mio padre che

ovviamente era il più alto posizionava il puntale dorato. Solo a quel

punto la sua frase d’obbligo. Rivolto a tutti noi, che assistevamo in

silenzio al rito conclusivo, con una espressione tra il serio e il faceto,

come solo lui sapeva fare così bene: “Ricordate bambini! La vita è

come l’albero di Natale – diceva – c’è sempre qualcuno che rompe le

palline.” Poi chiudeva il suo breve discorso d’inaugurazione con la

classica raccomandazione d’obbligo: “Voi però cercate di evitare di

farlo… almeno per quest’anno.” Ingmar Bergman racconta nelle sue

memorie: “…sono profondamente fissato alla mia infanzia. Alcune

impressioni sono estremamente vivaci: la luce, l’odore, tutto… E’

tutto come in un film. Da pochi frammenti di un film, che ho

impostato ed è in esecuzione, posso ricostruire tutto nei minimi

dettagli. L’unica cosa che non posso ricrearne sono gli odori.” Aveva

ragione: gli odori dell’infanzia non si possono ricreare; puoi solo

augurarti di (ri)sentirli, anche solo per caso. A me basta risentire

l’odore penetrante del ginepro e della sua resina per rituffarmi nei

miei ricordi d’infanzia degli anni ’60: quell’odore acre, che avrebbe

impregnato la casa per quasi un mese, era il primo segnale invisibile

ma certo che di lì a poco, a casa nostra ci sarebbe stata una grande

festa. La più bella festa dell’anno.

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Scrittore- Autore
Salvatore M. Ruggiero è nato il 6/6/57 a Coreno Ausonio (FR) dove vive e lavora. Lui ama dire che sta in Bassa Ciociaria o Alta Terra di Lavoro ("Et hic manet optime!").
Ha scritto una sessantina di libri: raccolte di racconti paesologici e storici, diari di viaggio, recensioni cinematografiche e saggi su Ingmar Bergman, di cui è un profondo cultore e conoscitore.
Il 29 maggio 2014 ha partecipato, con un suo lavoro: "La figura del padre nel cinema di Ingmar Bergman, al XII Convegno: "Cinema, filosofia e psicanalIsi", organizzato dalla UNISAL a Lecce, nell'Aula Ferrari del Palazzo Codazzo Pisanelli.
Nel 2016 un suo corposo contributo paesologico è stato inserito nel volume: "Gli Orpelli Svaniti" antologia letteraria curata dal poeta e critico letterario Dante Cerilli col contributo di AAVV (poeti e scrittori italiani) edito da Tofani-Editore.
Dall'estate del 2016 collabora con la rivista culturale on-line "linvitatospeciale.com" fondata dal giornalista enogastronomico Fabrizio Salce.
Nel settembre del 2016 ha firmato le prefazioni di due libri di Maurizio Andreoni Costacurta, architetto-scrittore: il romanzo "Quei silenzi pieni di parole" e il racconto lungo "Aveva pagato in anticipo".
Dal 2017 collaborerà con la rivista di Critica Letteraria "Pagine Lepine" fondata e diretta dal critico prof. Dante Cerilli.
Le altre sue opere s'intitolano:
LE STAGIONI DELLA LATTAIA-Il racconto breve della donna che mesceva il latte.
STORIE DAL PAESE DEI CICLAMINI.
PAESOLOGO PER CASO (Volume 1/2/3/4 + I quattro volumi)
IL GENIO DI UPPSALA-Il grande cinema di Ingmar Bergman spiegato a chi lo ignora.
PARLA CON BERGMAN.
UN'ESTATE CON MONIKA (con prefazione del prof. Giovanni Invitto).
FARO MAGICA.
LA TRILOGIA RELIGIOSA.
THE GENIUS - 8 grandi film di Ingmar Bergman.
THE GENIUS - 6 capolavori di Ingmar Bergman.
STRINDBERG in BERGMAN.
KIERKEGAARD in BERGMAN.
NIETZSCHE in BERGMAN
La Morte e Dio in Ingmar Ernst Bergman.
Roberto Tortora legge LE STAGIONI DELLA LATTAIA.
CRONACHE DAL PICCOLO BORGO DELLA PIETRA MILLENARIA.
Il racconto della strage dei soldati francesi a Coreno nel marzo del 1799.
STORIA DI CORENO
La figura del Padre nel cinema di Ingmar Ernst Bergman.
C'E' UN VECCHIO GELSO FRONZUTO PROPRIO SOTTO CASA MIA.
7 RACCONTI IRONICI BREVI.
La Danza degli Ulivi nel Vento (poesie).
I Dolori di un Povero Poeta Prosastico (poesie).
Faro: l'isola del bergmaniano.
Di Streghe e di Janare.
L'Orto dei Frutti Dimenticati (con prefazione di Fabrizio Salce).
Compendio di Giochi Antichi e Passatempi Dimenticati (con prefazione di Massimo Roscia),
Storie dalla Valle del Liri.
Storie dalla Val di Comino.
Storie dalla Valle dell'Ausente (con prefazione di Luca Piccolino).
Storie da Posillipo.
Storie dalla Valmarecchia.
Album Fotografico 1: PAESOLOGIA.
Album Fotografico 2: VUCUMPRA'.
Album Fotografico 3: IANUA-PORTE.
Album Fotografico 4: TRAMONTI.
AIbum Fotografico 5: Mastri Casari.
Album Fotografico 6: SS7 Via Appia.
Album Fotografico 7: Castelnuovo Parano.
Album Fotografico 8: Coreno Ausonio.
+ 18 saggi MONOGRAFICI su altrettanti film di Ingmar Bergman.

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