Un’ identità, un volto, un modo di essere, la sofferenza: un modo o una moda per sentirsi sbagliati!

Sonia Benessere, Senza categoria 3 CommentiA-   A=   A+

Spesso la propria identità è scandita dal fatto che sei iper presente nella miriade dei social network. Di conseguenza, il tuo volto e il tuo modo di essere vengono associati ad essa. Ed è qui che l’ignoranza spopola in una sorta di cinema orrido perché ormai, la gente, le persone, pensano che basta scriverti o vederti sullo schermo e già ti conoscono.

No, questo non è il film “The truman show”, qui si parla di vita vera dove dietro quel volto, dietro quell’ immagine e quel modo di essere potrebbe esistere ,anche, tanta sofferenza. E qui vi racconto una storia…

Quando lo dici alla gente ti prendono per pazzo perché è più facile e più comodo mettersi le fette di salame sugli occhi, scappare o giudicarti perché tanto non capita a te, no, perché tu ti credi perfetto quando invece non sei altro che geloso dell’altro, vorresti essere al suo posto ma non puoi, non sei lui, non ci riesci perché ognuno ha le sue capacità ed ecco allora che ci si inventa qualcosa, una doppia “vita” per illudersi di essere meglio del prossimo ma in fondo a se stessi, si sa bene, che l’illusione, prima o poi, porta all’autodistruzione.

E allora la tua identità dov’è? Non c’è….perché vuoi o vorresti quella di qualcun’altro. E il tuo volto? Un macabro ritratto d’immagine dove dietro ci sta il nulla. Il tuo modo di essere? Non c’è perché copiato da personaggi che trovi di qua e di la….la tua sofferenza? Il sapere di non essere nessuno. E allora scatta quell’innefrenabile voglia di “rubare” l’identità a un altro, a chi è già un personaggio, a chi sai che si è fatto un mazzo tanto perché fra i tanti è quello che spicca perché ha una marcia in più ma ha anche un “difetto”: ha le palle! Ha la forza di cadere, strisciare ma sa come rialzarsi, sempre. Dopo tante porte sbattute in faccia, dopo tanti errori, dopo tanta sofferenza, dopo tanti abbagli, dopo tante fregature…è ancora lì, in piedi, fiero di ciò che è, di ciò che fa, di ciò che da e di ciò che darà….

Quindi, la sua, sarà solo un immagine obsoleta che, prima o poi, tutti conosceranno e , quando meno te lo aspetti, ti lasceranno lì con un pugno di mosche in mano perché avranno capito che anche nelle migliore delle ipotesi la famiglia della Mulino Bianco non esiste e non esisterà mai. Potrà essere corretto, gentile, intelligente, all’apparenza calmo ma è nel nostro essere umani essere come il tao: nel bianco, che è la parte buona ci sarà sempre un lato nero e nel nero, che è la parte cattiva, ci sarà sempre, in fondo, un lato buono. E in questo caso avrai la parte nera perché in fondo non sai chi sei, non sai darti una locazione…devi per forza, sempre e comunque, essere difeso e appoggiato da altri perché da solo saresti il nulla come nella storia infinita.

Ma invece di fare tutti questi giri assurdi di parole dette e non dette, di piccole “marachelle ” come se fossimo all’asilo, di cercare di imitare malamente, ripresi qua e là delle identità che ti fanno gola, non fermarsi un attimo, farsi un esame di coscienza e farsi una propria identità? Essere se stessi e dire la propria verità fa proprio così schifo?

Sonia

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Commenti 3

  1. Facebook Profile photo Post
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    Sonia

    Ci sono delle categorie pre impostate e quelle che servivano a me non c’erano ma poco importa perché alla fine la storia si capisce molto bene….sei d’accordo solo in parte? Beh, tante teste, tante idee…e poi dove stai? Nel tao nero anche tu? Ogni scrittore ha il libero arbitrio di scrivere ciò che sente…cose belle e cose brutte. Pensi che a me mi stendano il tappeto rosso? No…anzi!

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    Catilina Rossi

    A me questo articolo della Sonia è piaciuto un fracco, infatti ho cliccato pollice su.
    Leggendolo, così al volo, sembra un poco sbarellato… ma poi rileggendolo più e più e più e più volte, alla fine si capisce il senso compiuto:

    ” …e il tuo modo di essere vengono associati ad essa” (la miriade di social network) – “vorresti essere al suo posto ma non puoi, non sei lui” – una doppia “vita” per illudersi – “Il tuo modo di essere? Non c’è perché copiato da personaggi che trovi di qua e di la…” – “scatta quell’innefrenabile voglia di “rubare” l’identità a un altro, a chi è già un personaggio” – “devi per forza, sempre e comunque, essere difeso e appoggiato da altri perché da solo saresti il nulla come nella storia infinita.” – “Essere se stessi e dire la propria verità fa proprio così schifo?”

    Beh, alcuni replicano, altri imitano, molti esaltano-enfatizzano la propria identità, poi c’è chi si nasconde… social network spesso usati come mezzo per rimorchiare o farsi pubblicità ad ogni costo.
    Comunque abbiamo aggiunto la categoria “società”.
    Buon viaggio…

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