Un antico riso torna a splendere: riso “razza 77”

Sonia Agricoltura, Biologico, Riso, Ristoranti Lascia un commentoA-   A=   A+

IMG_9512Io, originaria piemontese da sempre ma più precisamente tra Vercelli, alta Valsesia, basso Biellese e media valsesia. Mi sono sempre sentita Valsesiana ma risottara e speziologa.

Mia nonna, che era nata e vissuta per un certo periodo a Vercelli, fin da piccola mi ha sempre viziata cucinandomi il risotto e quando andavo dall’altra nonna la mia richiesta era sempre la stessa: nonna voglio il risotto.

E che poi avevo anche le mie pretese già da piccola perché doveva essere al dente e cremoso. Avevo le idee ben chiare. Ed è qui che arriviamo al riso “razza77”. L’ho scoperto proprio ieri, in un negozio vicino a casa mia. Mi ha attratta da subito il nome e la confezione. Mezzo chilo di riso abbastanza costoso ma ne vale la pena. Ho deciso di comprarlo e di provarlo.

Il fascino delle antiche varietà di riso, il recupero di antichi sapori che cerchiamo di riavere sulle nostre tavole, ha riportato nei campi tante delle antiche coltivazioni che nel corso degli anni sono state abbandonate a favore di quelle più nuove: nella Bassa Novarese, a Tornaco, si è raccontato l’ultimo episodio di questo grande ritorno iniziato già con altre varietà come il Maratelli nel novarese, ma anche il Gigante, l’Originario e il Bertone nel vercellese. A spingere gli imprenditori agricoli in questa direzione spesso è la voglia di ritrovare un legame forte tra i propri prodotti e le tradizioni della nostra terra. Un collegamento che le nuove varietà non riescono a garantire, al contrario di quelle già sperimentate che spesso sono già entrate nella memoria collettiva. E’ il caso, ad esempio, dell’ultima esperienza, ormai compiuta, che riguarda il Razza77, un riso superfino che secondo la documentazione storica, testimonia l’origine e la diffusione della varietà nei territori piemontesi nelle province di Novara, Vercelli e della confinante Lomellina in provincia di Pavia. Nel 1720 l’area a sud di Novara identificata con la squadra di Vespolate, già terza e quarta squadra sotto il tempo di Carlo V.

La reintroduzione del riso “razza77” è partita dall’idea di legare una storica varietà di riso a un territorio ben definito.

“Razza77”  ha già trovato una testimonial d’eccezione: la chef stellata Luisa Valazza del ristorante Sorriso di Soriso che lo ha infatti già testato e valorizzato, con una ricetta raccontata dalla scrittrice Laura Travaglini: risotto con zucca, gorgonzola e una grattugiata di cioccolato fondente. La vicenda di questo riso è stata raccontata a Tornaco, ed è simile a quella di altre antiche selezioni: tra queste possiamo ricordare anche il Vialone Nero, selezionato in campo nel Pavese, padre del Vialone Nano Veronese Igp. Il Razza77, creato tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40, è arrivato ad occupare una superficie di oltre 5 mila ettari nel 1958, declinando a poco a poco: nel 1978 non se ne coltivava più. Ora è tornato nelle risaie della Bassa grazie all’intuizione dell’agronomo, e assessore di Tornaco Domenico Bernascone.

Quindi cuochi, chef e casalinghe diamo il via a una sfida: carnaroli vs razza77

Sonia

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