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Un weekend di benessere alla Canonica di Corteranzo: gita tra le colline del Monferrato

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Prima o poi arriva sempre il momento di voler scappare dalla città più o meno frenetica per qualche giorno di relax rigenerante. Per chi vive nei grandi centri del Nord, che si tratti di Milano, Torino, Alessandria o di Asti, la destinazione ideale di queste fughe si trova spesso tra le dolci colline del Monferrato.
Quando ci mettiamo a girare per le strade a tratti tortuose e sempre panoramiche che solcano un paesaggio inframmezzato da vigneti a perdita d’occhio, da campi di cereali o di girasoli che sembrano usciti dal quadro di Van Gogh, a un certo punto il nostro sguardo viene attirato da una torre che spicca in lontananza in cima a una collina dominata da un antico castello. Iniziando a seguire questa meta dall’atmosfera fiabesca arriviamo a Murisengo, un antico borgo della Valcerrina, non lontano da Casale Monferrato.

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Dopo aver parcheggiato l’auto in centro, proseguiamo la passeggiata a piedi, sempre col naso all’insù con lo sguardo rivolto verso il castello e la torre che disegnano il caratteristico skyline del paese che nel 1859 ha dato i natali a Luigi Lavazza, fondatore della celebre azienda.

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Il castello, originario del XI secolo, fu rimaneggiato diverse volte durante i secoli fino a diventare il monumento che conosciamo oggi, noto anche per ospitare periodicamente delle manifestazioni ed eventi culturali. Costeggiando le sue antiche mura si aprono scorci suggestivi sul borgo, vedute panoramiche sulle colline circostanti, ma scopriamo anche la bellezza di un vecchio oratorio dal fascino senza tempo. Alzando lo sguardo, eccola da vicino la bella torre che ci aveva fatto da faro all’inizio di questa gita: dicono che sia la parte più antica del maniero, pur essendo stata anch’essa ristrutturata nel 1510 e anche più recentemente, nell’Ottocento.

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Si sa che il Monferrato nasce da una storia d’amore, quella tra Aleramo e Adelasia. Sarà forse anche per questo che nel 1813 Silvio Pellico scelse proprio il castello di Murisengo per scrivere la tragedia Francesca da Rimini, che narra la storia d’amore contrastata tra Paolo e Francesca, nota grazie alle celebri terzine dell’Inferno dantesco.

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La vocazione al benessere di questi luoghi nasce anche grazie alla presenza di acque curative, in particolare quelle della Fontana La Pirènta, situata alle radici del Montelungo. La sua acqua solforosa e oleosa al tatto un tempo si adoperava con successo nella cura di vari disturbi e a cavallo tra il Settecento e gli inizi dell’Ottocento a Murisengo ci fu anche un fiorente stabilimento termale. Nel periodo in cui Silvio Pellico soggiornava al castello, magari avrà visto come d’estate si faceva macerare la canapa in due vasche di pietra in cui veniva convogliata l’acqua della fonte. Il ricordo di quel periodo oggi è conservato dalla fontana di stile neogotico dalla bocca leonina, risalente al 1859.

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Dall’amor profano di Paolo e Francesca la nostra gita ci porta verso il sacro, che nel nostro caso sarà inteso anche come riposo sacrosanto, presso una splendida dimora, l’Agriturismo Canonica di Corteranzo, situata nell’omonima frazione di Murisengo.

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Abbracciato dai diciotto ettari di vigneti della Tenuta Isabella attorno alla collina di Corteranzo, il relais unisce magistralmente le tradizioni vitivinicole del territorio e i più elevati standard di ospitalità all’insegna del benessere. Scopriamo la storia avvincente di questa dimora scambiando due chiacchiere con i titolari Emma e Gabriele Calvo mentre sorseggiamo un bicchiere di buon vino sull’ampio terrazzo panoramico immerso nei fiori.

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“Le origini della Canonica risalgono alla fine del Seicento quando l’edificio era la casa di caccia di una famiglia nobile milanese. Verso la metà dell’Ottocento la proprietà venne divisa tra due fratelli: uno di loro regalò la sua parte alla Curia di Casale Monferrato ed è così che si creò la Canonica, che fino agli anni ’70 fu la dimora del parroco di Corteranzo il quale ricevette spesso la visita del vescovo”, ci raccontano i titolari.

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Possiamo immergerci nelle atmosfere di quei tempi soggiornando nella sontuosa camera del vescovo i cui colori rosso e oro richiamano lo stile cardinalizio. Non è da meno neanche la scelta dei nostri amici che decidono di alloggiare nella suite papale dove a dominare sono le sfumature del giallo aureo e dell’avorio.

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Tutte le camere, anche quelle dedicate alle bellezze della natura come la stanza dei Tulipani o quella degli Agrumi, si distinguono per eleganza e ricercatezza lodando l’accurato lavoro di ristrutturazione effettuato dalla famiglia Calvo a partire dal 2003, e sono dotate di ogni comfort, compreso il wifi e il frigobar.

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La vista mozzafiato sulle colline che si apre praticamente da ogni finestra completa l’esperienza di full immersion nel fascino della natura. Il parroco non avrebbe potuto scegliere un luogo migliore per una vita all’insegna della contemplazione, ma anche volta a creare una comunità affiatata di cui tuttora si conservano ricordi come il teatrino di marionette che piaceva tanto ai bambini o i pomeriggi passati a giocare all’ombra della chiesa il cui sagrato si raggiungeva tramite una porta della Canonica.

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Questa vicinanza alla chiesetta, insieme all’ampiezza e al grande fascino degli spazi dello storico edificio rendono la Canonica la location ideale per matrimoni, cerimonie ed eventi di vario genere.

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L’altro pilastro della storia dell’agriturismo è quello della tradizione vitivinicola, sviluppata dall’altro fratello Calvo sin dagli inizi del Novecento e portata avanti dalla famiglia oggi arrivata alla quinta generazione di viticoltori con Athos, il figlio di Emma e Gabriele, il cui esempio in futuro potrebbe essere seguito anche dalle sorelle Arianna e Gaia e dal fratello Iacopo. Durante il nostro weekend abbiamo il piacere di degustare gli ottimi Barbera, Grignolino, Chardonney, Freisa e Albarossa della Tenuta Isabella, ma anche di ammirare l’antico infernot presso la storica cantina.

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Ad averci attirato in questa splendida struttura è stato anche il suo motto che recita con un filo di ironia: “Potreste anche non fare niente”. Qui però si tratta di un dolce far niente di qualità, dove anche semplicemente ammirare il paesaggio ascoltando il cinguettio degli uccelli o il cricrì dei grilli la sera, oppure ammirare il volo delle rondini o stupirci di quello dei pipistrelli offre uno spettacolo incantevole, in grado di raccontarci storie di altri tempi, ispirate a una vita a misura d’uomo e legate a questo territorio di rara bellezza.

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Durante la nostra vacanza alterniamo ore di sano relax in piscina o all’ombra degli alberi in compagnia di un buon libro a delle escursioni alla scoperta delle meraviglie della zona tra cui graziosi borghi, sentieri poco battuti, suggestive chiese romaniche, fino a spingerci in qualche città d’arte non lontana.
A fine giornata è un grande piacere assaporare il gusto del Monferrato durante una cena a chilometro zero a base di prodotti stagionali del territorio, provenienti direttamente dall’orto della Canonica oppure da aziende agricole limitrofe.

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La cucina è quella tradizionale, che ci conquista con la sua semplicità e autenticità, oltre che con la qualità eccelsa delle materie prime e con l’originalità dell’elaborazione dei piatti. Iniziamo con un girello di vitellino con salsa alla maniera antica, che è un po’ come il vitello tonnato, ma presentato in un modo più bello e particolare. Proseguiamo con i tipici agnolotti della Valcerrina ai tre arrosti (vitello, maiale e coniglio) annaffiando queste bontà con gli squisiti vini rinomati a livello internazionale della Tenuta Isabella. Alla fine non resistiamo certo alla dolce tentazione di un bel bunet cremoso alla monferrina.

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Quando il nostro weekend lungo volge al termine, prima di congedarci da questo luogo, capace anche in breve tempo di regalare emozioni indelebili, non dimentichiamo di fare scorta degli ottimi vini della cantina. Torniamo nella grande città rigenerati nel corpo e nell’anima e con l’intenzione di ripassare presto qui, magari durante l’inverno, ottima occasione anche per goderci dei momenti di benessere presso “l’area rinascita” della struttura, tra coccole nella tinozza di legno riempita con acqua riscaldata con la stufa, sotto le luci colorate delle docce emozionali o nelle intriganti saune tra finlandese, salina e a infrarossi. Anche la prossima volta, potremo non fare niente, ma quel niente ci riempirà di gioie e di emozioni.

 

Francesca Bertha

 

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PER INFORMAZIONI:
www.comune.murisengo.al.it
www.canonicadicorteranzo.it
Agriturismo Canonica di Corteranzo
Via Recinto, fraz. Corteranzo, Murisengo (AL)
Tel.: 0141 693110
www.isabellavini.it

 

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