A scuola di….quando la scelta sbagliata ti porta essere ciò che non sei e non sarai mai!

Sonia Chef, Ristoranti, Stelle Michelin, Tradizioni Lascia un commentoA-   A=   A+

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A scuola di… A prescindere dal fatto che tutto ormai è diventato obbligatorio e che noi giovani in pensione non andremo mai…finita la terza media c’è sempre stato il dilemma su che scuola superiore scegliere. Eh si, perchè la maggior parte degli adolescenti non sono mai stati pronti e, tanto meno al giorno d’oggi, a decidere per la propria vita. E chi lo è, ahimè, c’è già qualcun’altro pronto a decidere per la sua vita, cosa che tra l’ altro reputo la più erronea di questo mondo ( è capitato anche a me).

Quindi, sbagliando o no, scartando tra i vari Istituti, ecco la frase retorica che sento ripetere da più di vent’anni: vado a fare l’alberghiero così non faccio niente. Partendo dal presupposto che uno schiaffone non lo leverebbe a nessuno perchè è una scuola SERIA come tutte le altre ma in tanti, ormai, la frequentazione di questa scuola va per la maggiore perchè, finendo i lunghi ed estenuanti cinque anni, si credono già Executive Chef peccando di una quantità inaudita di valori, di scalini e di umiltà che, forse, andando a lavorare la terra capirebbero molto di più. Ma la colpa, alla fine ce l’hanno un pò tutti, non solo il ragazzino. Partiamo dalla famiglia dove non esistono più i nonni di una volta, quelli dalla pelle dura, dai racconti di guerra, dai valori morali che ti porti dentro per tutta la vita. Non esistono più i genitori di una volta, quelli che se facevi lo scemo un lordone ti arrivava e dovevi stare zitto, quelli delle punizioni. Gli insegnanti a scuola? Io ne ho visto solo uno FARE l’insegnante, il resto sembravano il caporalato delle SS  che più che pensare a insegnare, pensava a quanto era figo a essere in quella posizione. Gli studenti…ho avuto modo di seguire di persona due lezioni di cucina e, per come sono io, non so come avrei reagito. Non sei li da due minuti, la manualità dovresti averla ma certo è che se non te ne frega niente di quello che fai ci metti di sicuro un ora a pulire due etti di parmigiano, lanci gli asparagi che stai pulendo come se stessi giocando a basket e ci metti, in quattro persone, secoli a pulire una manciata di acciughe fresche. Per non parlare di quando gli si chiedono le cose…avete presente gli zombie? Uguali…non devono fare i cuochi ma gli attori. Ragazzi cosi non meritano una padella in mano, non meritano di imparare di comporre un piatto ( ammesso e concesso che imparino)…esiste una grande parola che dico sempre: talento. Il talento non te lo potrà mai insegnare nessuno, ci nasci…che va a pari passo con la passione.

Fare il cuoco è un lavoro duro, è una scelta di vita, è sacrificio…perchè renderlo mestiere da circo quando, per me, è il lavoro più bello del mondo?

Fate altro, ci sono tanti lavori la fuori che vi aspettano, non rovinate un mestiere già in bilico solo per giocare. Un gioco prima o poi finisce e dovrete affacciarvi alla realtà, alla dura realtà del cuoco e li cosa farete? Gli Executive Chef si misurano in tante cose, così come lo Chef…

Lady Chef Sonia Delmastro

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