Una questione di poltrone, Ue

Francesca Eventi, Territorio Lascia un commentoA-   A=   A+

Luigi Di Maio durante il vertice con Grillo e Casaleggio © ANSA

C’è chi fa incontri per creare un governo – pure se insieme a figure discutibili e nascoste dietro a un addomesticamento sospetto – e chi critica dall’alto del suo scranno che, probabilmente, non pare più tanto stabile. Infatti e purtroppo per chi ha l’eterna speranza di essere l’unico ago della bilancia – chi se ne importa dei peones! -, pare che da qualche anno qualcuno dal basso, il M5s, ha imparato che bisogna farsi sentire.

Comunque, i fatti sono questi. “Oggi noi conosciamo la situazione dell’Ue, sappiamo che ci sono delle cose che vanno fatte – ha detto Di Maio rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni del presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani -, ci sono anche nell’ambito del bilancio europeo delle pretese che l’Italia deve portare avanti, sul fondo sociale europeo, sui finanziamenti che devono arrivare, c’è tanto da fare e chi vede questa ipotesi come una minaccia per Ue forse vede una minaccia per la sua poltrona”. 

Poi, c’è la storia dell’avvicinamento con Fdi. Luigi Di Maio ha incontrato per circa un’ora nel pomeriggio la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Con Giorgia Meloni – ha detto Di Maio – ho avuto un incontro cortese, le ho spiegato perché Fdi non può stare nel contratto di governo tra M5S e Lega”. “Ho ricevuto oggi, su sua richiesta – è invece la versione della Meloni – Luigi Di Maio.

Nel corso dell’incontro ha chiesto il sostegno di Fdi ad una premiership sua o di un altro esponente del M5S in cambio di un via libera a un nostro ingresso nel governo”. Sarà, la versione della Meloni, la storia vera sottesa all’incontro? La base del M5s di sicuro non è molto entusiasta di questi abboccamenti: sarebbe più utile restare all’opposizione.Almeno fino a che negli italiani non si formi una coscienza autentica di diritto a essere uguali.

A tutt’oggi, probabilmente neanche in tanti che hanno votato il Movimento, una capacità e maturazione che portino verso una coscienza di allontanamento dal passatismo politico non si sono ancora generalizzate. Il problema è che, con tutti questi avvicinamenti, il M5s veda nel suo futuro un allineamento con le vecchie formazioni politiche. Sarebbe un vero peccato.

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