Il termo condizionamento della pasta d’olive favorisce gli aromi dell’olio

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Il Frantoio Gaudenzi è capofila di un progetto che ha visto a novembre scorso la costituzione di un’associazione temporanea di impresa con l’Università di Perugia, la società Landscape Office Agronomist di Perugia e l’azienda Marco Proietti di Spoleto. Il progetto rientra in un bando della Regione Umbria e intende studiare gli effetti sull’olio extra vergine di oliva dell’abbattimento della temperatura della pasta di olive prima del suo ingresso nella gramola. Il progetto rientra nella misura 16.2.2 del Piano di Sviluppo Rurale ed è stato denominato T.A.P.O., ossia termo condizionamento applicato alla pasta di olive.

I primi risultati del progetto sono stati presentati stamattina dal professor Maurizio Servili del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia nel corso di un seminario introdotto dal sindaco della cittadina umbra Bernardino Sperandio.

Sperandio ha sottolineato l’attenzione che l’amministrazione comunale presta al settore dell’olivicoltura, che caratterizza buona parte del paesaggio delle colline intorno al borgo di Trevi. Il sindaco ha poi voluto ringraziare ufficialmente Francesco Gaudenzi – che considera tra i frantoiani più illuminati della zona – per aver investito molto in ricerca e sperimentazione, con risultati riconosciuti ormai ovunque. Lo stesso Gaudenzi nel suo breve intervento ha affermato che “per lavorare la terra oggi bisogna studiare”.

Sono quindi seguiti gli interventi dell’agronomo Andrea Sisti di Landscape Office Agronomist che collabora con la famiglia Gaudenzi dal 1999 e che ha firmato il progetto del nuovo oliveto di Andrea e Stefano nel comune di Spoleto, e di Stefano Terenziani di Alfa Laval, l’azienda che ha realizzato l’impianto con lo scambiatore di calore utilizzato per realizzare le sperimentazioni

Il professor Servili ha quindi illustrato i risultati di questo primo anno di sperimentazione, ricordando che il progetto ha comunque una durata triennale e che nel corso del triennio è prevista una serie di incontri con gli addetti ai lavori per la diffusione dei risultati della sperimentazione. Il fine ultimo infatti è quello di dare indicazioni importanti a tutti i produttori di olio extra vergine di oliva.

L’esigenza di abbattere la temperatura della pasta di olive è conseguenza di due distinti fattori: da una parte il global warming che vede temperature sempre molto miti a inizio autunno, e dall’altra l’anticipo dell’epoca di raccolta delle olive per poter ottenere oli dai profili organolettici importanti e dalle indubbie proprietà salutistiche. Tutto questo si è tradotto in un innalzamento medio della temperatura delle olive in entrata in frantoio di almeno 10 °C, con conseguente aumento della temperatura della pasta che facilmente raggiunge i 28-30 °C.

I primi risultati del rapido abbattimento della pasta di olive – gli esperimenti hanno avuto luogo presso il Frantoio Gaudenzi nel corso della scorsa campagna – hanno già dato risultati assai incoraggianti. Gli oli ottenuti mediante termo condizionamento della pasta di olive (la cui temperatura è stata portata a 15 °C), risultano avere un contenuto fenolico totale più elevato rispetto ai campioni di riferimento. Tale incremento si attesta intorno all’8% e garantisce un maggiore livello di stabilità all’olio dal punto di vista ossidativo. Anche il quadro aromatico risulta migliorato, e secondo queste prime sperimentazioni le note sensoriali che più risentono del termo condizionamento sono quelle di erba tagliata, che sono dovute a una maggiore concentrazione di aldeidi. Non si sono invece verificate variazioni apprezzabili da un punto di vista della quantità di olio estratto. La sperimentazione proseguirà proprio approfondendo l’aspetto della resa di estrazione, ma continuerà naturalmente a concentrarsi sugli aspetti relativi alla qualità e alla stabilità chimico fisica degli oli.

Il convegno, moderato dal giornalista enogastronomico Maurizio Pescari, è stato poi chiuso da Giuliano Polenzani, dirigente responsabile del servizio innovazione, promozione, irrigazione, zootecnia e fitosanitario della Regione Umbria, che ha plaudito al progetto che è in perfetta sintonia con le linee guida del governo regionale che ha molto scommesso sulla innovazione._MG_4174

 

Nella foto: Rossana, Andrea, Stefano e Francesco Gaudenzi

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