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Equilibri faunistici a Pantelleria

Luca Natale Agricoltura, Territorio 1 CommentoA-   A=   A+

I chiarimenti dell’Ente Parco contro le informazioni ingannevoli e strumentali

 

Pantelleria è bella perché l’uomo l’ha saputa modellare nel corso dei secoli; dai lapilli del vulcano, con le proprie mani, ha saputo costruire terrazzamenti e attivare una fiorente attività agricola.

Il Parco di Pantelleria nasce per preservare l’azione dell’uomo sull’ambiente che ha prodotto un paesaggio agricolo unico. Diverse direttive del Parco vanno in questa direzione. Ogni scelta viene supportata dal parere di professionisti ed esperti che hanno consentito e consentiranno di allargare la rete relazionale in una prospettiva nazionale e internazionale. L’adesione ai diversi progetti del Parco di Università, Enti Ricerca, imprese internazionali, rappresenta un ulteriore stimolo di ricerca ed innovazione, in particolare nel settore agricolo e della tutela della biodiversità sull’isola.

Si tratta di piccoli passi concreti che il Parco ha avviato con l’obiettivo di aiutare a “coltivare la bellezza” e non creare problemi agli agricoltori; il Parco non proibirà né consentirà nulla oltre quello che già prevedono le norme nazionali o comunitarie.

Ai tentativi di divulgazione di notizie false e tendenziose che giocano sull’emotività popolare, che enfatizzano i problemi senza dare alcuna soluzione, che sono il frutto di un’isolata corrente di pensiero prettamente ideologica più che scientifica e/o sociale, vengono opposti fatti concreti.  Il Parco non fa azioni di propaganda ma offre strumenti al miglioramento del territorio che partono da una condivisione con la collettività.

L’intento di salvaguardare la biodiversità dell’isola, condividendo una strategia europea e nazionale, parte dal monitoraggio delle specie invasive per definire gli interventi più adeguati. La recente delibera relativa ai progetti di “valorizzazione della biodiversità agraria e controllo degli squilibri causati della fauna selvatica, prevenzione e controllo delle specie alloctone invasive”, non è altro che un mirato piano di monitoraggio ed eventuale intervento, lecito e consentito, che si avvale dell’esperienza maturata da altre aree protette. Nulla di inventato né tantomeno proposte distorte che possono causare reazioni pericolose sulla catena alimentare.

Anche a Pantelleria esiste un enorme problema di squilibrio faunistico causato dalla massiccia presenza di conigli selvatici, che, va ricordato, oltre ad essere una specie alloctona, non ha sull’isola predatori naturali. Il punto dolente è che il coniglio si nutre con grande voracità dei germogli dell’alberello pantesco patrimonio dell’umanità, prediligendo i giovani impianti e vanificando gli sforzi degli agricoltori che intendono reimpiantare i vigneti. Questo squilibrio, oltre ad arrecare notevoli danni alla viticoltura, anche a Pantelleria, come nel resto del mondo, è fonte di contrapposizione fra i principi di difesa dell’animalismo e i rischi per la perdita della biodiversità, oltre i danni alle produzioni agricole.

Il Parco, pertanto, sta mettendo in pratica quanto già fatto in altre aree protette alle prese con l’invasione di scoiattoli, cinghiali, daini, mufloni, ratti o specie vegetative aggressive, e, in collaborazione con esperti e centri di ricerca, intende pianificare un piano di monitoraggio e controllo che esula da qualsiasi infondata accusa di bracconaggio.

Il percorso di monitoraggio della questione “coniglio selvatico” è stato già avviato con uno studio scientifico fatto dal Prof. Lo Valvo e dal suo team, dell’Università di Palermo, a cui è stato chiesto un aggiornamento. Da questo lavoro scientifico, con la presenza attiva dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che svolge funzioni di controllo e supporto al Ministero dell’Ambiente, il Parco intende avviare il monitoraggio del fenomeno ed approntare le eventuali soluzioni che necessarie per riportare in equilibrio la popolazione del coniglio selvatico, avvalendosi degli strumenti più idonei d’intervento all’interno delle aree protette.

La presenza sull’Isola nei giorni scorsi di un dirigente dell’Ispra, che ha illustrato alla comunità pantesca i contenuti della normativa nazionale, è garanzia assoluta del fatto che il Parco intende operare in completa trasparenza puntando su interventi non invasivi, effettuati secondo metodi d’intervento programmati, con personale sottoposto ad adeguata formazione e a conoscenza delle procedure di destinazione dei capi abbattuti. Ci appare chiaro comunque che sarà l’ISPRA nella qualità di organismo indipendente a tracciare e  a definire il percorso.

Il Parco di Pantelleria è un bene prezioso di tutta la comunità pantesca che intende agire in stretto raccordo con il Comune di Pantelleria, ma soprattutto con tutta la comunità pantesca unici soggetti titolati, sempre nel pieno rispetto delle norme, a stabilire le Linee Guida di un progetto più ampio che porterà alla definizione del Piano del Parco e del Regolamento  del Parco, secondo le norme previste sia nel decreto  istitutivo del Parco che in ossequio  alle norme della Legge 394/91 e successive modifiche e integrazioni.

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Commenti 1

  1. antonella

    L’isola e’ bella, gli amministratori del parco no. E’ assurdo che nel 2018 debbano ancora intervenire con violenza e relativa uccisioni di animali che hanno tutto il diritto di vivere. Un articolo sicuramente specista e senza dubbio senza empatia verso gli animali ma solamente solidale alla bellezza dell’isola nella maniera più’ superficiale possibile

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