Noi, quelli delle polverine…

Sonia Chef, Cucina Italiana, Ristoranti, Stelle Michelin Lascia un commentoA-   A=   A+

spaghetti aglio,olio e peperoncino con drop al peperone

Non molti giorni fa, tutti abbiamo potuto leggere un articolo stilato da un noto conduttore televisivo, mio “collega” qui in testata, critico gastronomico ma che, a tutt’oggi, poco ne comprendo il significato detto o scritto proprio da un personaggio come lui che tutti lo ricordiamo come la buona forchetta d’Italia.

Probabilmente il suo eccellente lavoro lo avrà fatto o lo potrà fare in trattorie, ristoranti tradizionali, alpeggi dove non mancano salumi e formaggi ma non di certo, una persona come lui, e non me ne voglia, può tentare di criticare un ristorante gourmet, molecolare o stellato che sia perchè ciò in cui lui crede nella gastronomia è ben lontana dalla cattiva e deludente visione che ha fatto trapelare in quell’articolo.

Chi si approccia alla cucina gourmet, molecolare o entrambe, lo fa per scelta perchè è una strada difficile da proporre dove, ancora oggi, molte persone non ti capiscono e non capiscono ciò che fai. Ovviamente dalla cucina tradizionale ci devi passare, devi avere le conoscenze, anche una buona attitudine verso la tua tradizione personale, dei tuoi luoghi di nascita, dei tuoi ricordi da bambino, degli insegnamenti, per chi ne ha avuto la fortuna, dei propri nonni. Non vanno MAI dimenticati. Ma nel nostro mestiere devi essere te stesso e decidere con il cuore chi vuoi essere e cosa vuoi rappresentare in una cucina. Io ho scelto, ne vado fiera,

Siamo pochi, quelli veri, che azzardano. Ci sentiamo spesso chiamare alieni, strani, quelli che non ti fanno mangiare. Non è così, anzi. Noi, con i nostri piatti che spesso diventano creazioni, quasi opere d’arte, facciamo fare una sorta di viaggio al commensale che a fine pasto ti ringrazia due volte: la prima nel veder tornare ogni piatto proposto vuoto e non perchè era poco ma perchè era buono e secondo i loro sorrisi con i grazie. Tutto questo è impagabile.

Io non mi sento strana, mi sento speciale e mi pongo sempre una domanda: tu che mi critichi tanto, sapresti fare ciò che io propongo? Non credo perchè altrimenti non parleresti, la tua è solo invidia nel chi sa fare e dare più di te.

In quell’articolo, ricordo, che siamo stati soprannominati, quelli delle polverine….beh, la signorina che scrive ha messo in bella vista un suo (mio) piatto che avresti mangiato anche tu. Si, mi rivolgo a te, a te che hai scritto quell’articolo orrendo dal finale inscrivibile….Sai che piatto è quello che vedi? Sono dei semplici spaghetti aglio, olio e peperoncino con perle molecolari di peperone. Cosa c’è di così polverizzante? Di così strano? Niente, E’ un piatto tradizionale, impiattato elegantemente e non alla maniera in cui probabilmente sei abituato tu. Le perle? Succo centrifugato di peperone rosso. tutto commestibile, non è mai morto nessuno. Forse in quei posti che hai nominato a fine articolo a qualcuno ha fatto passare le serate in bagno.

Credo che ognuno debba rimanere al suo posto, con i propri limiti perchè se si deve far parlare di se, almeno che lo si faccia su qualcosa che si sa.

Noi siamo quelli delle polverine. Noi siamo quelli fieri di esistere nei ristoranti e nei clienti che ci capiscono e che comprendono il nostro modo di vedere il cibo.

Lady Chef Sonia Delmastro

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