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Benvenuto al primo sake italiano al mondo per il quale la miscelazione è origine ed espressione.

Paola "Slelly" Uberti Acquacoltura, Bevande alcoliche, Cocktail, Liquori Lascia un commentoA-   A=   A+

 

MISCEL-AZIONE: DALL’ACQUA AL NERO

Benvenuto al primo sake italiano al mondo per il quale la miscelazione è origine ed espressione.

2 maggio 2019

Benvenuto al primo sake italiano al mondo per il quale la miscelazione è origine ed espressione.

Due atomi di idrogeno legati a uno di ossigeno ed ecco la miscelazione -chiamatelo pure miracolo- che unisce chimica e poesia: una molecola d’acqua.

Acqua che scorre, che non si ferma mai. Acqua la cui selvaggia e multiforme natura può portare vita, rivelandosi madre generosa e accudente, solo se la si conosce profondamente e la si rispetta, riconoscendole quel potere che miscela prosa e lirica, scienza e alchimia, meccanica e anima, ma non solo. Perché quando Chivasso, Vercelli e Torino, i fiumi Po e Dora, l’Oriente e l’Occidente del mondo, la montagna e la pianura, gli aironi e gli ibis sacri si fanno idealmente colori, miscelandosi essi creano il nero. Un nero unico e speciale, meraviglioso nella sua pura identità e capace di essere accogliente sfondo sul quale brillano le peculiarità degli elementi che gli danno vita.

Sto parlando di quella Chivasso in cui il Canale Cavour, attraverso l’azione di acquaioli e navilanti -che sì che ne sanno di acqua, tanto da interagire con essa attraverso i sensi prima che con la tecnologia-, alimentato dal concerto stagionale di Po e Dora fatti anche di montagna e pianura, inizia il suo viaggio verso le risaie di Vercelli dove nasce un riso nero speciale, il Penelope.
Sto parlando di quella Torino che con la sua tradizione birraia e vermoutiera si fonde con le altre due città in un liquido evoluto, ispirato alla tradizione giapponese millenaria del nihonshu, traducendola in un linguaggio potentemente innervato di territorialità piemontese, pieno di visionarietà, pionierismo e coraggio, suscitati dal suono dell’acqua che scorre per poi riposare nelle risaie, dove è possibile incontrare aironi autoctoni e ibis sacri alloctoni.

Autentiche meraviglie della miscel-azione

Nera è la notte che libera l’espressività dell’inconscio e partorisce i sogni, nero è il vello della pecora che sa distinguersi -e per questo ad alcuni fa paura-, nero è il riso Penelope che dà vita al primo sake italiano il cui nome è…Nero.

Ora, ditemi: trascendendo i rispettabili tecnicismi e giungendo nella terra della creatività, non è il nero un colore a tutti gli effetti e non è esso ricco, sfaccettato, seducente? E, tradotto nel sake italiano che ne prende il nome, non è una chiave di volta per un’innovativa vivace ed elegante miscelazione di spiriti (in ogni senso)? Unione di spirits di eccellenza in cui, attraverso i gesti di chi sa renderli uno zootropio da bere, il nero del Nero, toccando i colori degli altri ingredienti, ammanta questi di un’ombra sottile ed elegante come seta d’oriente e, legandosi ai sapori, crea sinfonie che il senso del gusto vive come nuove esperienze, nuovi stimoli e inedite emozioni. Miscelazioni che sanno persino accompagnare un pasto, declinandosi in sapori differenti, cangianti, versatili, ora secchi, rettilinei, sottili, maschili, ora opulenti, fruttati, sfaccettati, caleidoscopici, provocatori, irriverenti.

Tutto questo è stato il press tour al quale ho partecipato giovedì 2 maggio, dedicato a Nero, il sake italiano di Vercelli, rivelatosi una miscelazione di stimoli e sensazioni.

Dall’edificio di imbocco del Canale Cavour a Chivasso, monumento di mattoni e granito con una struttura che sembra la materializzazione di una visione di De Chirico che si fa tempio dell’acqua, alle rilucenti risaie di Vercelli. Dal ristorante Diqui della stessa città, suggestivo spazio multifunzionale dedicato alla celebrazione del territorio attraverso cucina e arte, a Palazzo Buronzo di Asigliano nel quale ho mixato il Nero con estratti e botaniche, fino alla sede de Gli Aironi.
L’acqua e la sinfonia metaforica del nero mi hanno accompagnato facendomi scoprire legami e percorsi di intelletto e creatività, fatti di realtà differenti che ora convivono in un prodotto innovativo.

Ringrazio quindi quanti mi hanno accolto, ospitato, istruito e accompagnato: Stefano Bosco, Ombretta Bertolo de l’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia, Massimiliano Borgia, Gabriele Conte de Gli Aironi, il ristorante Diqui di Vercelli, Davide Pinto, Affini ed Evho che, con Gli Aironi, sono i fautori di Nero – Sake di Vercelli, oltre agli amici, conosciuti e nuovi, che ho incontrato.

Vi lascio con una riflessione: per consentire a sogni e visioni di esprimersi in tutta la loro potenza, chiudiamo sempre gli occhi. Prima che le immagini si palesino, parlando della nostra più intima essenza, quando il campo è sgombero, puro e pronto ad accogliere la fantasia, non “vediamo” altro che…nero.

Paola “Slelly” Uberti

Autrice di eBook di cultura e cucina, comunicatrice del cibo e food blogger

I miei siti:

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Mi chiamo Paola, "Slelly" per gli amici tra i quali spero di poter annoverare presto molti di voi.

Scrivo eBook di cucina, lavoro per dare visibilità alle aziende del settore cibo e bevande e sono una food blogger.

Questi i miei progetti:
- blog di cucina SLELLY
- sito web LIBRICETTE.eu, la prima libreria online dedicata agli e-book di cucina, nonché un sito che si occupa di cultura enogastronomica di eccellenza
- sito SLELLYBOOKS.com attraverso il quale vendo i miei eBook in lingua inglese

Il mio credo? La cucina è mente, anima e corpo.

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