A colloquio con Roberto Prada

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roberto-prada-2Dinamico, determinato fino all’ostinazione, sempre pronto a sperimentare nuovi progetti di cambiamento, problem solver. L’identikit del perfetto manager non esiste secondo Roberto Prada, eppure lui, che di sfide ne ha vinte tante, sembra avere tracciato il suo autoritratto. ” I cambiamenti? Mi piacciono. Bisogna avere il coraggio di buttarsi per superare i propri limiti” mi spiega e poi ” I concetti stessi di cambiamento e innovazione, primaria valuta di scambio delle imprese” chiarisce Roberto Prada- ” non necessariamente si definiscono con profonde conoscenze tecniche, ma da un insieme di capacità relazionali, di analisi e di iniziativa, di pensiero organizzativo che un manager deve sapere padroneggiare”.

Tutto ha inizio, la passione per la finanza, sui banchi dell’università Bocconi di Milano, dove consegue la laurea a pieni voti. Assunto presso la direzione finanza di Augusta SpA, parte del gruppo EFIM, operante nel settore aerospaziale, riceve di lì a poco l’incarico di controller per la pianificazione economico finanziaria e analisi degli investimenti in Saint Gobain. Da qui inizia un percorso importante nel settore del Food: Gran Milano (Tre Marie e Panem per intederdi) , appartenente al Gruppo Barilla, lo chiama come Operating Director per la ristrutturazione industriale e organizzativa. Gran Milano è una società che, con i circa 320 milioni di fatturato, gestisce marchi come Sammontana di cui diventa Direttore Generale a partire dal 2008. Sono gli anni della grande crisi finanziaria, destinata a cambiare il volto della realtà industriale del nostro Paese. E quali sono le qualità decisive per un dirigente in questo nuovo scenario ? «I manager devono avere una visione ampia rispetto a quella, più verticale, del passato. Essere in grado di sviluppare un team, saper coinvolgere e convincere altri professionisti riguardo alla propria idea, ma soprattutto capire e sostenere le passioni degli altri. Un manager ha passione per le persone tanto quanto ne ha per i risultati”.

Questa è la storia manageriale di un uomo che diventa in breve tempo un professionista ricercato dalle migliori aziende per i progetti di cambiamento, Number 1 Logistic, sempre del gruppo Barilla, Pernigotti, per citarne alcuni. Di successi Roberto Prada ne ha ottenuti tanti ma lui guarda avanti, senza accontentarsi. “ Ci vogliono ruoli manageriali con un’attitudine diversa”- mi spiega-” non meri esecutori, ma veri problem solver. E gestire un’azienda è per molti versi una battaglia solitaria che può non essere compresa da chi ci sta intorno, ma allo stesso tempo non è possibile immaginare di affrontarla senza l’aiuto di validi collaboratori” . Oggi è a capo di un’azienda, la TEP a Parma, di cui sta plasmando il modus operandi del concetto lavoro, la sua ostinazione anticonformista e rivoluzionaria gli ha consentito di sfidare la supremazia di aziende del passato recente e del futuro prossimo divenendo, nel suo sviluppo ventennale, puntando a farla diventare azienda di eccellenza. ” Le competenze relazionali sono fondamentali per qualsiasi professionista, sia esso dipendente o autonomo. Nel caso specifico del manager queste capacità assumono un peso diverso e sono spesso alla base del successo dell’azienda stessa” sottoliena.
Un consiglio ai giovani ?
Affascinanti racconti di teenagers diventati milionari partendo dal garage di casa, la visione di cambiare il mondo o anche solamente la speranza di creare un lavoro laddove non c’è, per mettersi alla prova, queste e molte altre possono essere le motivazioni che spingono un giovane a buttarsi nell’impresa di organizzare un’impresa. Ma ” sarebbe bene chiedersi cosa vogliamo fondamentalmente, che tipo di vita stiamo costruendo” – suggerisce Roberto Prada – ” Ci muove la passione? Nel DNA del manager c’è senza alcun dubbio un ottimo senso dell’orientamento e una direzione chiara che funge da faro anche nelle situazioni più difficili” Avere consapevolezza della visione e della meta è la condizione essenziale per muovere il primo passo. ” Se da un lato è vero che l’essere umano è dotato per sua natura di straordinarie potenzialità, è altresì corretto prendere consapevolezza delle capacità e dei tratti personali necessari per affrontare questo percorso in salita, spesso solitario, con una forte determinazione unita ad una sana aggressività che ci permette di fare la differenza, per noi stessi e la realtà che ci circonda” dice Prada.

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