Vini tra i monti

Angela Merolla Cantine, Vino, Vitigno Lascia un commentoA-   A=   A+

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di Angela Merolla

Tra Ravello e il Valico di Chiunzi, sorge Tramonti, comune tra i Monti Lattari in Costiera Amalfitana.

Boschi di noci e castagne, fanno da cornice al paesaggio di vigne disposte a pergolati, qui le viti crescono fra rocce e terra scoscesa, su fazzoletti di terra mista di sabbia, lapilli e di argilla.

A Tramonti nonostante la morfologia del territorio, la viticoltura non ha avuto arresti o limiti, ma grazie alla fatica e alla laboriosità dell’uomo, si producono vini unici, estremi o se si preferisce eroici. Un luogo che ancora preserva viti a piedefranco e laddove è possibile ammirare piante secolari, dal grosso tronco nodoso, quasi delle sculture tra cielo e mare.

Con la prima vendemmia nel 2015 nasce a Tramonti Cantina Tagliafierro, dall’impegno di Raffaele Tagliafierro, erede della tradizione di famiglia, ovvero quella di produrre uve e vino, passione che ha trasmesso anche alla sua giovane moglie Valentina, che si occupa di accogliere enoturisti nella loro cantina tra le vigne.

Quattro etichette da blend di uve autoctone, Tintore, Piedirosso e Sciascinoso a bacca rossa, Falanghina, Pepella e Biancolella a bacca bianca, una produzione di 15.000 bottiglie l’anno, per scelta vincolata alla quantità di uve prodotte unicamente sui terreni aziendali.

Vitigni autoctoni allevati a pergola su due ettari di terra disposta a terrazze e in fase di conversione al sistema biologico. Mentre in cantina Raffaele sperimenta vinificazioni senza aggiunta di solfiti.

Ogni progetto serio si fonda su solidi principi e grandi sogni. Quali i tuoi?

Raffaele Tagliafierro:

Credo nella tradizione ed ho un profondo rispetto per questo territorio che ritengo si debba preservare a tutti i costi, ma nel portare avanti la passione che mio nonno sin da bambino mi ha trasmesso, sono comunque stimolato da un’innovazione sana e costruttiva. Il mio sogno era quello di realizzare una cantina e produrre vini, mi ritengo molto fortunato di esserci riuscito alla mia giovane età. Ho ancora tanta strada da fare, ma altrettanta energia da impiegare in questo mio progetto professionale e di vita .

Cosa esprime un tuo calice di vino?

Raffaele Tagliafierro:

Sicuramente il territorio e la passione di chi lavora in queste terre difficili.

Quale il primo ricordo che hai della vigna?

Raffaele Tagliafierro:

Il ricordo della vigna, che più di tutti ho chiaro in mente, è’ quello di me bambino in compagnia di mio nonno. Mi spingevo a fare cose evidentemente difficoltose per la mia età e quando sbagliavo, lui non si arrabbiava, anzi mi incoraggiava sempre a riprovare. Un ricordo che ogni giorno rinnova il mio legame d’amore con la vigna.

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