Ivrea: riconoscimento UNESCO

Renato Girello Dimore Storiche, Eventi, Unesco Lascia un commentoA-   A=   A+

parella

Il riconoscimento era già arrivato nel luglio dell’ anno scorso ma è ora, con l’inaugurazione della targa del Patrimonio Mondiale Unesco, che ufficialmente Ivrea è stata riconosciuta come ” Città industriale del XX secolo”, un territorio con una forte vocazione professionale innovativa, ed una profonda attitudine allo sviluppo culturale e sociale, che ha ereditato da Adriano Olivetti, un personaggio, un industriale, un manager che ha segnato profondamente Ivrea ed il Canavese e che è ricordato quasi con venerazione sul territorio per le sue iniziative sociali a favore dei lavoratori.

E così il Riconoscimento Unesco per questo territorio è anche l’ occasione per un rilancio turistico che valorizzi tutti gli aspetti di questa parte della provincia di Torino, da quella culturale a quella eno-gastronomica, a quella naturalistica. Un compito che vede impegnati in primis Confindustria Canavese, con il suo gruppo turismo, cultura, sport, poi Canavese Turismo e anche Turismo Torino e provincia.

La città di Ivrea, conosciuta a livello mondiale per il suo storico Carnevale e la Battaglia delle arance, è ultimamente diventata sede di prestigiose competizioni internazionali di canoa, con la caratteristica unica di essere uno dei pochi stadi fluviali al mondo posizionato nel centro di una città. Ma vanta un interessante museo civico, con preziose collezioni di archeologia, di arte orientale ed opere pittoriche, ma anche Tecnologicamente, che è insieme museo e laboratorio didattico che racconta la storia industriale della Olivetti . Da visitare poi importanti edifici religiosi fra cui la Chiesa di San Bernardino che conserva una delle più importanti testimonianze rinascimentali del Piemonte.

Terra di villeggiatura e di caccia, preferita dai re e dai nobili fin dal primo regno d’Italia, il Canavese vanta quasi un centinaio di castelli, di cui oltre una cinquantina integri, adibiti a musei, strutture ricettive, uffici pubblici o abitazioni private, mentre una trentina sono ruderi. Fra quelli perfettamente conservati e restaurati il più noto è il castello di Masino, dell’ XI secolo, per secoli residenza dei conti Valperga, attualmente di proprietà del FAI.

Fa parte delle residenze sabaude del Piemonte il castello di Agliè, la cui prima trasformazione nel 1646 viene fatta risalire ad Amedeo di Castellamonte e che conta oltre 300 stanze.

Altre imponenti costruzioni sono il castello di Parella e, vicinissimo alla città di Ivrea, quello di Pavone Canavese.

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