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Parchi, dal ministero dell’Ambiente 85 milioni contro ‘climate change’

Luca Natale Territorio Lascia un commentoA-   A=   A+

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(Roma – Adnkronos -, 26 Giugno 2019) – Dal ministero dell’Ambiente 85 milioni di euro per finanziare interventi per le politiche di adattamento e contrasto ai mutamenti climatici nei parchi nazionali. I fondi provengono dal recupero dalle aste per le quote di CO2 immesse nell’atmosfera e potranno essere utilizzati dai parchi nazionali per progetti di riforestazione e rimboschimento, manutenzione straordinaria del territorio e degli habitat; efficientamento energetico degli edifici; interventi per la mobilità sostenibile; piccoli impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili; miglioramento degli habitat inseriti nella rete Natura 2000, creazione di corridoi ecologici.

Per Federparchi – Europarc Italia “si tratta di un segnale importante e concreto che consentirà ai parchi nazionali di dare un contributo per la mitigazione delle modificazioni climatiche a beneficio di tutto il Paese” ma “ci chiediamo perché risultino escluse le aree marine protette e i parchi regionali“. Al ministro dell’Ambiente Sergio Costa “va comunque il merito di aver sbloccato quei fondi e di aver molto incrementato le risorse. In più si è sancito il principio importante che le aree protette possono dare un contributo significativo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici”.

“Ci auguriamo – sottolinea la giunta esecutiva di Federparchi – Europarc Italia – che, una volta sancito il principio, sia possibile recuperare un ruolo attivo dei parchi regionali e delle aree marine protette che sommate hanno una superficie superiore a quella dei parchi nazionali e quindi possono dare un ulteriore ed importante contributo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici”.

I 24 parchi nazionali “ora sono chiamati ad una non facile sfida di efficienza e velocità per produrre progetti velocemente cantierabili. In questo contesto un elemento di preoccupazione è costituito dal fatto che 13 parchi nazionali sono tuttora senza presidente, tra i quali tre commissariati. Senza un indirizzo politico forte, che solo un presidente nel pieno delle funzioni può consentire, è problematico spendere velocemente e bene”, conclude Federparchi dichiarandosi “disponibile a fornire tutta l’assistenza necessaria ai parchi che la richiederanno”.

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